Il Tirreno

Grosseto

L’INTERVENTO

Per questa città manca qualcuno con un progetto

Arsenio Carosi

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 GROSSETO. Ospitiamo la riflessione di Arsenio Carosi, grossetano, sindacalista nazionale della Cisl, uno dei coordinatori regionali per la fondazione del nuovo Partito della Nazione, partito di ispirazione cristiano-liberale verso il quale sta "migrando" l'Udc di PierFerdinando Casini. Origliando i cicaleggi della politica maremmana misuro la febbre crescente della politica grossetana alla vigilia del congresso del Pd e in vista delle amministrative.  Interessato a dire la mia, in qualità di membro del coordinamento regionale del nuovo "Partito della Nazione" (nome provvisorio), trovo suggestiva e al tempo stesso fantasiosa, l'idea di fare della Maremma una sorta di laboratorio politico per "sperimentazioni al centro". Un centro, quello paventato, indefinito negli scopi ultimi, ma già schierato, in grado di accogliere formazioni politiche e "notabili personaggi" di diversa provenienza, che muoverebbero dalla comune concezione moderata della politica.  A quanti nel tempo hanno seguito il dibattito locale non possono essere sfuggite le criticità della politica maremmana, in buona misura speculari a quella generale: discussioni interminabili sulle poltrone da ricoprire, assenza pressoché totale dei segretari dei partiti politici nei dibattiti locali, sostituiti dal protagonismo indiscusso di figure istituzionali onnipresenti. Si potrebbe chiosare: "latitanza" della politica e mancato funzionamento democratico delle strutture di partito, aggregazioni personalistiche che si compongono e scompongono in ragione di accordi momentanei e convenienze trasversali; decisioni assunte in sedi misteriose ai più e..... polemiche, tante polemiche che oscurano e confondono il dibattito e che inibiscono la ricerca di un "progetto per Grosseto".  Ogni giorno si leggono i toto-sindaco, ma nessuno ha fin qui azzardato un bilancio della gestione Bonifazi, né si parla di una verifica di rispondenza tra programmi e risultati. Nessuno che provi a rammentare i limiti della nostra realtà territoriale certificati da autorevoli osservatori esterni; nessuno che rischi una proposta di riscatto che - condivisa - potrebbe costituire motivo - essa sì - di ricerca di convergenze.  Tutti appaiono bloccati sulle alleanze, sugli schieramenti, sui cartelli e/o sugli accordi elettorali. Come se alla Maremma bastasse fabbricare dei vincitori a tavolino, attraverso la sommatoria dei maggiorenti della politica locale. E lungo questa strada si costruiscono amici e nemici in funzione degli spazi che ognuno si può ritagliare o delle autoreferenzialità più convenienti.  Le alleanze inedite di cui parla la cronaca locale sono una ricchezza se sostanziate da precisi obiettivi e volontà politiche manifeste. La stessa esperienza della lista Marras, praticata alle recenti elezioni provinciali (e per la quale io stesso offersi il mio contributo) aveva questa funzione: ha saputo cogliere gli obiettivi di discontinuità e di rinnovamento che ne motivarono la costituzione o anche in quel frangente contava raggiungere l'esito elettorale? La priorità in politica è sapersi mettere insieme e verificare solo a posteriori con chi lo si è fatto e per quale motivo? Sbaglio o questa è la logica del predellino analoga al pensiero di quanti si illusero che bastassero tre competizioni elettorali condotte insieme (DS e Margherita) per costruire acriticamente il Pd? Il nuovo Partito della Nazione non nascerà così se verrà rispettato il metodo prescelto dai costituenti. E' un tentativo di rifondazione dal basso che ha comportato l'azzeramento delle formazioni politiche promotrici e che richiede alle persone, fisiche e giuridiche, di condividere manifesti e protocolli valoriali: ne farà parte chiunque li sottoscriverà.  Auspicabilmente, anche gli amici di Api e di qualunque provenienza, purché accomunati da stessa visione ideale e politica. Solo al termine verrà scelta la sua rappresentanza, evitando il riproporsi aprioristico di assetti di vertice. Nel frattempo, so bene, transiteranno gli appuntamenti elettorali come quello di primavera, tuttavia il comportamento non potrà che essere coerente con il percorso descritto: alleato del "Partito della Nazione" sarà chi avrà maggiori affinità con i suoi scopi; diversamente il partito andrà per la sua strada.

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