Il Tirreno

Grosseto

Oggi sarebbe stato il suo compleanno

Gabriele Baldanzi
<b>L&#146;AUTO.</b> Distrutta dalla carambola nel fosso
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L’AUTO. Distrutta dalla carambola nel fosso

Il dolore dei familiari all'obitorio: «Tornavano dal mare, erano felici»

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 GROSSETO. Oggi Manuel avrebbe compiuto sette anni. Per lui c'erano i regali pronti, i pacchetti da scartare insieme al fratellino Tommy: un pallone, un modellino, il fucile ad acqua.  "Non è giusto un compleanno all'obitorio..." - sono le parole che sussurra una ragazza, sottovoce, prima di abbracciare mamma Simona e scoppiare a piangere. Fuori dalla sala mortuaria, quando il sole va sotto, si sono radunati familiari, vicini, amici dei Corridori e di Ivan. Ad espletare le formalità di rito, insieme alla madre, è lo zio, Simone, arrivato qui con scarpe e abiti da lavoro. Ogni tanto scuote la testa. Sembra che tremi.  Le suonerie dei cellulari rimbalzano da un angolo all'altro del piazzalone dietro al Misericordia. Non hanno nulla a che fare con il lutto che si è appena consumato. Musica che si associa a giorni e ricordi felici. Stridono nel silenzio bagnato dalle lacrime di una giovane mamma, di altri giovani genitori increduli, di una comunità, quella che vive alla Rombaia, stretta intorno ad una famiglia in ginocchio.  Waka Waka, per esempio, sarebbe perfetta come colonna sonora di un compleanno. Stavolta invece Shakira è il prologo alle notizie che arrivano da Firenze e riguardano Tommy. Grazie a Dio non è grave.  «Con Ivan avevano trovato la serenità. Tutti quanti - è la testimonianza di un amico di famiglia - Simona non merita questa disgrazia. Ne avevano già passate tante. Ad Ivan i bimbi vogliono bene; e lui a loro. E' sempre attento, premuroso». Non sono parole di circostanza. Per tutti ora è difficile credere a ciò che è accaduto: Manuel che non c'è più; Thomas al Mayer, a Firenze, accompagnato dalla zia; Ivan operato alla testa, pochi piani sopra.  Il colonnello Rocco Carpenteri e il capitano Edoardo Campora non hanno mai lasciato neppure per un minuto l'ospedale Misericordia. L'Arma sta con la famiglia. Non solo a parole.  Accanto a loro il cappellano del IV Stormo, e il sottotenente Roberta Mazzoni, oltre al comandante della stazione di Castiglione della Pescaia. Poi, intorno alle 20, arriva anche Fabio Pieri, comandante della polizia municipale di Castiglione. Poche parole, volti tirati. Alla morte non ci si abitua mai. Se poi a morire è un bambino...  Dall'ospedale scendono i medici che hanno finito il turno, alcune infermiere, le dipendenti della ditta di pulizie. Quello che è accaduto nel pomeriggio si è già diffuso all'interno del nosocomio. Le brutte notizie, chissà perché, viaggiano sempre più veloci delle altre. Si cerca di capire. Un collega chiede di Ivan. Lo stanno operando alla testa. «Mi sembra impossibile che sia così grave - racconta un amico - mi hanno detto che ha avuto la forza di spostare la macchina e provare a liberare Manuel, poi di fare un paio di telefonate». Durante le operazioni di soccorso non ha aperto bocca. Avrebbe solo chiesto a Erika, la sorella, come stava. Poi silenzio.  «I bimbi a fine estate sono sempre su di giri - dice un'anziana vicina, che piange e ogni tanto si appoggia al marito - erano contenti per il trasferimento a Castiglione, per le feste di compleanno ormai imminenti (Thomas compie 6 anni il 23), per il fatto che sarebbero andati a scuola insieme. Alla scuola dei grandi. Non mi sembra possibile sia successa una disgrazia così, proprio lì, in quel punto. Ma come hanno fatto?»  Il via-vai di amici, parenti, conoscenti prosegue fino a mezzanotte. Le suonerie dei cellulari restano come sottofondo allo strazio. Del babbo di Manu e Tommy nessuno ne parla. «Sì, credo sia stato avvisato» - si lascia scappare ad un certo punto un'amica di Simona.  A Manu - anche se abitava a Istia d'Ombrone - piaceva tanto il mare, ma soprattutto amava gli aquiloni. Ci avrebbe giocato nei campi intorno alla casa di Ivan.  A chi, ieri sera, ha fatto chiusura all'obitorio, stordito dal dolore, forse piace immaginare Manuel che oggi corre insieme ad uno sciame di bambini vocianti. Corre con il vento che gli soffia in viso e sulle labbra un sorriso ampio come la piana della Rombaia. Corre dietro ad un aquilone. Perché è il suo compleanno.

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