Sicurezza
«Non ho offeso il signor Paradisi»
Il tassista si difende dalla denuncia del non vedente e dice: «La verità è che Follonica vive senza regole»
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. «Non ho offeso il signor Paradisi». Il tassista denunciato dal non vedente dice la sua. Alessandro Vannini l'autista sotto l'occhio del ciclone, spiega le motivazioni del suo rifiuto alla chiamata. Dietro a quel no, Vannini, racconta esserci una situazione non semplice. «Ho semplicemente spiegato a Paradisi come dovrebbe funzionare il lavoro di un tassista - dice Vannini - mi ha chiamato il 16 agosto per prendere un appuntamento per il giorno successivo, e non è certo così che lavorano i taxi. Io non l'ho offeso. Il problema vero è che a Follonica manca un regolamento per il servizio: l'assenza di norme comporta sia una guerra interna tra noi autisti per prendere i viaggi più lunghi quindi meglio retribuiti, che tariffe completamente sballate». Le parole di Vannini aprono una questione che va ben oltre la denuncia di Paradisi. Quello che chiede il tassista è che la situazione sia studiata da una commissione consultiva, con a capo il comandante della Municipale, l'assessore ai trasporti, un rappresentante dei tassisti e uno dei consumatori: compito di tale organo quello di formalizzare un regolamento, con tariffe e piano di turni da rispettare. Quello che accade ora invece è una corsa alla "chiamata migliore", dove gli autisti, almeno come racconta Vannini, si danno battaglia tra di loro. «Spesso e volentieri alla postazione taxi, (piazza della stazione) dove esiste una linea telefonica per le chiamate dei clienti, non c'è nessuno - spiega Vannini -; quasi tutti ormai lavorano da casa. Non essendoci un grande movimento davanti alla stazione, gli autisti hanno pensato di lasciare in vari bar della cittadina i loro numeri privati. Così, contro le norme, tutti o quasi sono rintracciabili 24 ore su 24, senza regole, orari e con una concorrenza sleale». Il tassista racconta di aver mandato al Comune una proposta per ottimizzare il servizio, con tanto di copia del regolamento di una città limitrofa, come esempio. «Purtroppo - conclude - tra noi autisti non abbiamo trovato un accordo, non siamo riusciti a sederci al tavolo della commissione con una proposta seria, come chiesto dal Comune. Penso che che adesso dovrebbe essere l'amministrazione a prendere in mano la situazione». P. V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
