IL SOCCORRITORE
«Ho sperato fino all'ultimo che il bambino ce la facesse»
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NEL FOSSO. Lauto rovesciata 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. Una scena che non cancellerà più dalla sua mente. Quello che ha visto ieri pomeriggio non potrà mai dimenticarlo. Dino Serafin è stato fra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente. In quel momento stava bevendo alla cannellina all'inizio della strada, quando ha sentito il suono delle sirene dell'ambulanza che si stavano avvicinando. Non ha sentito l'auto finire fuoristrada. Non ha sentito altri rumori, se non il suono dell'ambulanza. Era solo, considerato che erano da poco passate le 13,30 e stava per ritornare al lavoro. Si è incamminato verso la strada vicinale, e subito si è reso conto della sbandata del Suzuki, appoggiato in maniera anomala nella fossetta laterale. Qualche decina di metri e la scena che si è presentata davanti al Serafin è stata terribile: «Tutti gli occupanti dell'auto erano già in mezzo alla strada - ha detto - Purtroppo poi ho visto il bambino vicino alla macchina nel campo. Ho cercato di dare una mano, per quanto possibile mentre stava arrivando l'ambulanza. Ci siamo subito resi conto che le condizioni del piccolo erano molto gravi. Gli altri occupanti dell'auto invece erano coscienti anche se feriti». Dino Serafin è rimasto fino al termine delle operazioni sul luogo dell'incidente. ha visto portare via tutti i feriti, li ha visti sfilare davanti ai suoi occhi. Purtroppo anche lui si è reso conto che Manuel era in fin di vita, ma ha sperato che ce la potesse fare. Poi la notizia che nessuno voleva sentire: il bambino era morto. E.G.
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