Dopo la petizione firmata dai vip
Gli abitanti di via Gioberti tornano alla carica: «Troppa confusione al Barakà»
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ORBETELLO. I nomi illustri e i vip che hanno messo nero su bianco il loro appoggio al Barakà non intimoriscono i dirimpettai del locale di via Gioberti. I residenti nei mesi scorsi hanno avviato una battaglia legale lamentando rumori insopportabili provocati dalla clientela ma, a difesa, del Barakà si è schierato di recente un gruppo di quasi trecento persone, tra cui noti giornalisti e l'intero cast del "Commissario Manara" che si sta girando in zona. E non ci stanno in alcun modo a passare per chiassosi. «Ma che siano persone famose o meno - spiegano i residenti attraverso il loro legale - le loro voci superano lo stesso la soglia massima di decibel consentiti». Per questo motivo, ricordano i residenti, «i titolari del locale sono imputati in un procedimento per disturbo al riposo delle persone. Nessuno chiede la chiusura del posto, né i cittadini, né questo stesso tipo di reato che prevede invece una contravvenzione». Nel quadernone all'interno del locale moltissimi sono stati gli elogi ai titolari. Alcuni hanno descritto il Barakà senza mezzi termini come «un'oasi di pace e relax». A loro i residenti si rivolgono ricordando che «il disturbo lamentato proviene dall'esterno del locale dove fino a tarda notte sostano tanti clienti che, sommati, producono molti decibel di rumore. E la loro rilevazione scientifica ha già convinto procuratore e gip». Eppure la crociata pro Barakà ha già valicato i confini della laguna ed è finita all'attenzione della stampa nazionale. Un clamore - questo senza ombra di dubbio - che non ha precedenti. «Si capisce - spiegano i residenti - che questa è un'occasione irripetibile per pubblicizzare un bar giovane, ma per favore non lo si consideri un locale storico di Orbetello come invece viene dipinto da chi di passaggio. E' nato nel 2006 e solo nel 2008 è diventato un locale aperto a tutti. Il disturbo alla quiete si è presentato subito, ma dato che le segnalazioni all'amministrazione non hanno prodotto risultati, ci siamo sono dovuti rivolgere alla Procura». In attesa della sentenza del giudice, insomma, gli animi a Orbetello sono più divisi che mai. «Ma come ci insegna la storia - spiegano i cittadini -non sempre le crociate hanno avuto nobili fini. La tutela del diritto al riposo e alla salute non sono meno importanti dello svago di alcuni vip». F.F.
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