Il Tirreno

Grosseto

Monticello al buio per tre notti

Monticello al buio per tre notti

Due ambulanze guidate con le torce fino alle case degli ammalati

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MONTICELLO. Black out della pubblica illuminazione nel centro storico di Monticello Amiata (Cinigiano), che nelle ultime tre notti si è visto oscurare le viuzze, i vicoli, gli slarghi della sua parte più antica. Tre notti da incubo, durante le quali per ben due volte l'ambulanza si è dovuta far largo con torce e fari per arrivare da due malati anziani. Sì, perché Monticello, piccola frazione di poche anime, è soprattutto abitata da persone anziane e sovente invalide, alle quali quell'illuminazione è indispensabile per uscire ed entrare a casa o, come nel caso specifico, per essere soccorsa. Racconta la vicenda un residente nel paese vecchio, Roberto Ignirri, che sottolinea la particolare e drammatica situazione vissuta dai residenti per questa circostanza.  «Monticello - spiega Ignirri -, ha una conformazione tipica di un minuscolo centro storico: stradine strette, sconnesse, vicoli, poco spazio insomma, illuminato, di consueto, dai lampioni della pubblica illuminazione. Improvvisamente, tre notti fa, siamo restati al buio. Per uscire e arrivare a casa abbiamo dovuto farci luce con accendini, telefonini e torce. Un pericolo, comunque, visto il fondo stradale per lo più sconnesso e vista l'età avanzata e la non perfetta forma fisica della maggioranza della popolazione. E poi, adesso, ci sono anche alcuni villeggianti e non ci facciamo certamente una bella figura a farli circolare al buio. La problematicità della situazione si è vista poi soprattutto quando per due volte l'ambulanza è dovuta venire a prendere due malati. Una volta alle 1 e 15 di notte e una volta a mezzanotte. Intanto l'autoambulanza non può arrivare proprio davanti a casa dei malati perchè le strade sono strette, e il personale, con tanta buona volontà, deve arrivare con la barella, a piedi, dal malato. Visto che era tutto buio, gli operatori sanitari sono stati costretti a suonare alla prima casa per farsi spiegare dove andare e poi aiutarsi con le torce e i fari dell'autoambulanza, per arrivare a destinazione. Insomma un inghippo e un pericolo dopo l'altro alla cui risoluzione nulla hanno potuto fare neppure i Carabinieri che sono intervenuti subito e hanno contattato qualcuno, facendo quanto era in loro potere, ma la soluzione al momento non c'è stata. Vedremo se stasera (mercoledì) le cose si saranno aggiustate, ma è davvero drammatico che nel 2010, una malata di 82 anni sia portata in barella all'autoambulanza in condizioni ambientali pessime, col rischio di avere qualche inghippo e che tutta una popolazione residente sia costretta a starsene chiusa in casa dal tramontar del sole perchè manca la pubblica illuminazione». F.Bon

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