Il dolore
Urbanistica e territorio, Evangelisti
«La Maremma non venga stravolta»
«La Maremma non venga stravolta»
L'assessore Marson ospite dell'Idv in sala Pegaso
On. Fabio Evangelisti Coordinatore Idv Toscana
◗
IDV. Fabio Evangelisti in un recente incontro a Grosseto 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Oggi alle 17 in sala Pegaso della Provincia, l'Idv organizza l'incontro "Le politiche di sviluppo del territorio nel rispetto del paesaggio maremmano", alla presenza dell'assessore regionale Anna Marson. Interverrà anche il senatore Pancho Pardi. Presiede il coordinatore dell'Idv Toscana, onorevole Fabio Evangelisti, di cui ospitiamo un intervento sul tema. Il paesaggio per sua natura si trasforma. In più, vi è l'intervento dell'uomo. Non sempre felice. Quello toscano è la dimostrazione di quanto, positivamente, di una felice antropizzazione sedimentata nei secoli. In quest'ottica, la Maremma, uno degli ultimi grandi territori ricchi di paesaggi e spazi liberi, campagne e boschi, rischia di essere sommersa da una "colata" d'interventi urbanistici e infrastrutturali, che potrebbero snaturarla completamente, sottraendo al futuro dei nostri figli ecosistemi e peculiarità sempre più preziosi. L'arrivo dell'assessore Marson in Regione, che molti hanno letto (non senza ragione) come una "rottura" delle tradizionali logiche nella gestione del territorio e nello sviluppo urbanistico della nostra regione, rappresenta un'opportunità per tutti noi. E l'urbanistica non può che essere il vero banco di prova della capacità di governo dell'Italia dei Valori. Le priorità di questa sfida sono già delineate: chiarire ruoli e competenze tra i diversi livelli territoriali; il riuso del patrimonio edilizio; la revisione dei vincoli paesaggistici. Un'esigenza di cambiamento cui non mancono resistenze e polemiche. D'altro canto, è pur vero che esistono opere cui non è possibile rinunciare con dei semplici niet. Quello dell'Italia dei Valori, è bene averlo presente, è un ambientalismo del fare: l'autostrada tirrenica, per citare l'esempio in questo momento di maggiore attualità, è un'infrastruttura assolutamente necessaria ma che non deve andare a scapito né del paesaggio, né della cittadinanza, né della mobilità locale. Il Corridoio Tirrenico - come anche il Porto di Talamone e lo sviluppo urbanistico di Capalbio - sono casi esemplari, opportunità e rischi, per declinare, bene o male, quell'esigenza di cambiamento che alla Toscana Felix è richiesta a gran voce, dalla cittadinanza, da uomini di cultura come Salvatore Settis e Oliviero Toscani, dai comitati di Asor Rosa e persino dall'estero (The Independent): riuso, risparmio energetico, basso impatto ambientale. Nella tutela del paesaggio risiede, infatti, anche un valore economico. Serve quindi un'azione politica forte, orientata alla semplificazione e inserita in un percorso di regole condivise, chiare e valide per tutti. È necessario far coesistere nell'azione di governo locale i princìpi di modernità e di conservazione per trovare un punto di equilibrio tra difesa e sviluppo del territorio. Si tratta di garantire il mantenimento di quegli standard di qualità, efficienza e bellezza che ancora oggi resistono in Maremma, ma che devono necessariamente rispondere anche alle esigenze di spostamento, lavoro e qualità della vita dei suoi abitanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
