Sicurezza
Addio pesce fresco locale e di giornata
Renzo Wongher
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STOP PESCA. Pescherecci ormeggiati in banchina a Porto Santo Stefano per il fermo biologico imposto dal ministero Da ieri pescherecci in banchina per il fermo biologico
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PORTO SANTO STEFANO. Motopesca da oggi inchiodati alle banchine: fanno colore per i pallidi turisti settembrini, fanno dolore per chi campa di pesca, per chi è abituato al pesce fresco che le "paranze" sbarcano e che saranno ora solo un ricordo. Ogni sera in banchina, per chi è cresciuto con nelle orecchie il suono mixato del motore e quello dell'onda che si frange sulla prua. Confessava questa mattina un paranzellaio seduto sulla bitta alla quale era fissata una delle cime di poppa del suo motopesca: «Io e la mia barca non vogliamo diventare immagini folkloristiche ad uso e consumo dei turisti - raccontava - io vorrei proseguire a pescare, ma se continua così, tra maglie larghe e fermi biologici, mi sa tanto che demolisco pure io. Se almeno servisse a qualche cosa. Lo sanno tutti che il fermo biologico non serve quasi a niente». Ma vediamolo questo fermo anche sotto il profilo tecnico. Come previsto dal decreto del giugno di quest'anno, emesso dal ministero delle Politiche agricole, per le unità da pesca autorizzate allo "strascico" e alla "volante", iscritte nei compartimenti marittimi da Brindisi ad Imperia, è stata disposta l'interruzione temporanea ed obbligatoria dell'attività di pesca, per 30 giorni consecutivi ad iniziare dal primo settembre. Da ieri quindi, i pescherecci devono restare per un mese ormeggiati in banchina. Secondo chi l'ha inventato, il periodo di fermo dovrebbe garantire un idoneo equilibrio tra le risorse biologiche e l'attività di pesca. Le unità da pesca ferme alle banchine di Porto S. Stefano, sono 21 per le quali i rispettivi armatori, si sono recati questa mattina in Capitaneria dove hanno consegnato i documenti di bordo (licenza di navigazione, ruolino equipaggio, licenza di pesca, libretto controllo consumi carburante) che verranno riconsegnati loro alla fine del periodo di fermo. Per i marittimi, imbarcati sulle unità immobilizzate a banchina, può essere attivata presso il ministero del Lavoro, la procedura di erogazione del trattamento di cassa integrazione. E' ovvio che durante i 30 giorni di fermo è vietato esercitare la pesca nelle acque dei compartimenti marittimi interessati dal fermo, ovvero tutti i compartimenti da Brindisi a Imperia appunto, ad unità da pesca provenienti da altri compartimenti, da altre zone o da paesi stranieri. Quindi da oggi, niente pesce fresco locale, pescato in giornata: residenti e villeggianti dovranno convertirsi e accontentarsi del pesce "freddo" proveniente dall'Adriatico o da altre località straniere.
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