Il Tirreno

Grosseto

Il presidente del Coseca risponde agli attacchi dei privati e delle amministrazioni

«Pochi soldi uguale poca pulizia»

Alfredo Faetti
<b>SPAZZATURA.</b> Abbandonata attorno a un cassonetto
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SPAZZATURA. Abbandonata attorno a un cassonetto

Roberto Valente: il servizio è a domanda e i finanziamenti sono dimezzati

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 SCARLINO. Il Coseca offre un servizio in base alle risorse dei Comuni. Se le casse sono vuote, il servizio diminuisce. È questa la linea su cui corre il ragionamento di Roberto Valente, presidente dell'azienda, che, nel rispondere alle lamentele provenienti dalle Colline Metallifere, dice che il Coseca offre un servizio a domanda.  Dopo i malumori espressi per la società gestrice della raccolta dei rifiuti urbani da parte di privati cittadini, e non solo, Valente, ex presidente Epg e ora numero uno del Coseca, parla.  «Dobbiamo partire - dice - da un punto particolare: il Coseca offre un servizio a domanda. Un Comune ci dice come e in quale area intervenire e noi provvediamo. Ci occupiamo di spazzamento delle strade, raccolta (svuotamento di cassonetti e cestini) e in qualche caso di piccole aree verdi. Questo servizio viene fatto in base alle possibilità dei Comuni». Ossia in base ai soldi che il Comune può spendere per la pulizia e la crisi che ha colpito gli enti locali ricade inevitabilmente anche su questo aspetto.  «Le lamentele arrivano da Scarlino e Gavorrano - aggiunge -, però tutti fingono di non sapere che i finanziamenti sono stati dimezzati». Ma come funziona il finanziamento al Coseca? «Poniamo l'esempio generico che un Comune abbia 1 milione di euro da spendere per la pulizia. - spiega Valente -; noi calcoliamo la superfice delle strade, i cassonetti da svuotare, le macchine che dovranno essere utilizzate per quel particolare servizio e tutto il resto. In base a questo studio, forniamo il preventivo che descrive quale tipo di lavoro può essere fatto con quella cifra. Noi non facciamo un utile. Non creiamo profitto. Il Coseca è una società composta dai Comuni. Una società privata, per finire un lavoro, rimette i soldi, noi no. Per questo mi viene da sorridere quando leggo "usciamo dal Coseca". Ogni servizio deve essere pagato». Insomma, stando alla spiegazione data da Valente è un cane che si morde la coda. I Comuni hanno sempre meno entrate, dati i tagli, e quindi sempre meno soldi per finanziare il Coseca; la società, dal canto suo, non ha entrate proprie e non può spendere di più di quello che le danno i Comuni. Risultato: un servizio sempre più carente.  «A Gavorrano è stato dimezzato il servizio di spazzatura perché i soldi nelle casse del Comune sono sempre di meno - dice Valente -, ciò nonostante, garantisco un servizio superiore a quello stipulato nel contratto con l'amministrazione, grazie a un principio di solidarietà». Valente non lo dice, ma il concetto è chiaro. Solidarietà significa che, essendo il Coseca composto da Comuni, gli enti che hanno maggior possibilità daranno una mano in termini economici a quelli in difficoltà.  Per finire, Valente lancia un invito: «Il Coseca deve essere perfezionato, questo è certo. Ma invito tutti, forze politiche e cittadini, a chiedere degli incontri per capire cosa non va per cui io sono più che disponibile. In questi giorni ne avrò uno con il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri».

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