Sicurezza
L'Amiata invaso dai fungaioli
Fiora Bonelli
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PORCINI. Raccolti da un fungaiolo Comunità e Consorzio: «Ci sono le regole, faremo controlli rigidi»
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GROSSETO. L'Amiata alza gli scudi a difesa dell'ambiente, cercando di proteggersi dall'invasione di cercatori di funghi che da giorni, ormai, battono a tappeto faggete e castagneti alla ricerca disperata di porcini e di "cucchi". Un vero e proprio esercito, nei confronti del quale Consorzio forestale e Comunità Montana hanno deciso di usare l'unico strumento di difesa possibile e cioè la pubblicizzazione capillare dell'informativa per la raccolta e il commercio dei funghi spontanei, dettata dalla Regione Toscana. «Siamo in attesa, spiega Franco Ulivieri - presidente dell'Ente Montano - dell'entrata in vigore di una nuova legge regionale in materia. Ma non essendo a conoscenza di quando verrà pubblicata e considerando che la raccolta dei funghi è in atto, si ritiene opportuno rendere note le indicazioni regionali e provvedere all'emissione di una nuova informativa non appena resa pubblica dalla Regione. Il Consorzio forestale si è impegnato a diffondere il documento presso le aree di sosta di tutti i comuni della montagna e presso gli uffici comunali che potranno pubblicarla anche nel proprio sito internet». Le regole. L'informativa oltre a rammentare chi deve possedere il tesserino, ricorda i limiti di raccolta: nei territori classificati montani, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 11 (raccolta riservata), è consentita ai residenti la raccolta di funghi epigei spontanei per una quantità massima giornaliera di sei chilogrammi. Nel territorio di tutti gli altri Comuni, è consentita ai residenti la raccolta per una quantità massima giornaliera di tre chilogrammi. Quando e dove. Ha particolare interesse, soprattutto quando i cercatori sono centinaia come in questo caso, la modalità di raccolta, che può essere esercitata solo nelle ore diurne, da un'ora prima del sorgere del sole fino ad un'ora dopo il tramonto. La raccolta dei funghi epigei spontanei è consentita nei boschi e nei terreni non coltivati nei quali sia consentito l'accesso e non sia, in alcun modo, riservata la raccolta dei funghi stessi. Nella raccolta, poi, è vietato l'uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino o l'apparato radicale della vegetazione. Il trasporto. I funghi raccolti devono essere riposti in contenitori rigidi od a rete, aerati ed idonei a garantire la diffusione delle spore. È vietato l'uso di sacchetti o buste in plastica. Se la raccolta consiste in un unico esemplare o in un solo cespo di funghi concresciuti, i limiti giornalieri possono essere superati. I divieti. È vietata la raccolta e commercializzazione, di esemplari con estensione minima del cappello inferiore a cm 4 per il gruppo Boletus; cm 2 per l'Hygrophorus marzuolus (dormiente) e per la Calocybe gambosa (prugnolo). È vietata la raccolta e commercializzazione dell'Amanita cesarea allo stato di ovolo chiuso, cioè con le lamelle non visibili e non esposte all'aria. È vietata la distruzione o il danneggiamento dei carpofori fungini di qualsiasi specie. E infine nei boschi è vietato rimuovere e asportare la lettiera e lo strato umifero del terreno.
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