Attenzione
Dopo tre anni l'addio dei Salesiani
Francesca Ferri
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SALESIANI. Il centro Frassati nella zona del Tiro a Segno Trasferiti i sacerdoti, futuro incerto per il centro "Pier Giorgio Frassati"
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GROSSETO. La città li aveva attesi per oltre 60 anni e, finalmente, nel 2006 erano tornati in Maremma. Ma, dopo neanche quattro anni, i salesiani lasciano ancora una volta la città, in fretta e furia, con il lavoro ormai ben avviato e nonostante l'apprezzamento della diocesi. La notizia è ormai certa: entro la fine di settembre don Josè De Grandis, don Giorgio Bruni e don Pierdante Giordano lasceranno il centro giovanile "Pier Giorgio Frassati" in via Degli Apostoli. «È una decisione - spiega don Josè - che ci è stata imposta dai nostri superiori dell'ordine. Purtroppo, a causa della crisi delle vocazioni, le nostre presenze si riducono anche nell'Italia centrale, la zona alla quale fa parte la nostra ispettoria di Liguria e Toscana. E dunque lasciamo Grosseto e saremo destinati ad altre opere». «Non ce l'aspettavamo - aggiunge don Pierdante - e, anche se avevamo dei sentori, non pensavamo che la partenza poteva essere così prematura». Nel capoluogo maremmano i salesiani erano arrivati grazie a una convenzione triennale con la diocesi e con un duplice lavoro da svolgere: occuparsi della catechesi e animare il centro giovanile. «L'attività di catechesi dei giovani - spiega don Josè - la svolgiamo su indicazione del vescovo che vuole che il catechismo fatto in ciascuna delle 50 parrocchie della diocesi sia omogeneo». Oggi, spiega don Josè, il 30 per cento dei giovani abbandona la vita parrocchiale dopo la prima comunione e «le parrocchie non sono più autosufficienti a organizzare iniziative comuni mentre oggi più che mai c'è bisogno che il nostro sia un cammino comune soprattutto per i giovani». E proprio i salesiani sono considerati all'interno della Chiesa cattolica i "professionisti del mondo giovanile". Sempre ai giovani, infatti, è rivolta la seconda attività che don Josè, don Pierdante e don Giorgio hanno svolto a Grosseto. «Il centro giovanile "Frassati" - spiega don Josè - è proprietà della diocesi ma la pastorale è gestita da noi». Che, dal loro arrivo, hanno moltiplicato le iniziative. Oltre alle attività legate a eventi di grande respiro, come le Giornate diocesane o la Giornata mondiale della Gioventù, il centro ha anche una scuola di fumetto, propone attività ludiche, corsi di danza, chitarra e corsi per animatori. «Negli ultimi quattro mesi - spiega il responsabile don Pierdante - abbiamo dato vita a un laboratorio video che coordina la comunicazione dei vari gruppi in Italia e a settembre partirà anche un blog». Insomma, non il solito oratorio, ma un pullulare di incontri e attività che è anche punto di riferimento per i bambini. Ma adesso, con la partenza delle tre anime che gli hanno dato vita, tutto è messo in discussione. «Il centro giovanile resterà - spiega don Josè - ma con modalità diverse. Sicuramente sarà nominato un prete di riferimento come avveniva prima del nostro arrivo». Alla notizia della loro imminente partenza, arrivata neanche un mese e mezzo fa, don Pierdante ha parlato con la consulta per capire se esistevano margini per restare, ma non c'è stato nulla da fare. Don Josè sarà ora destinato a Ventimiglia, mentre don Pierdante al centro di ascolto non lontano dalla stazione Termini di Roma che si occupa di prestare assistenza agli emarginati che orbitano intorno alla stazione. «Insomma - conclude don Josè - non stiamo abbandonando la barca, ma semplicemente andiamo dove c'è più urgente bisogno».
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