Attenzione
Anche due preti sono con Borghi
Gabriele Baldanzi
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IL PRETE. Don Francesco Capolupo sostiene Borghi su Facebook3 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Tutti al fianco di Massimo Borghi, il sindaco inviso al Partito Democratico eppure capace, un po' come Vendola, di mettere d'accordo la Sinistra e... la Chiesa. Sì, perchè le ultime notizie da Gavorrano non sono propriamente politiche... riguardano infatti due sacerdoti. Don Francesco Capolupo, 30 anni, alla guida di una parrocchia in provincia di Arezzo ma cresciuto in Maremma, ha scelto di schierarsi sulle pagine di Facebook.
Così scrive: «Ciao Massimo, anche sulla tua bacheca oltre che sulle pagine di Sel, ci tengo a manifestarti tutta la mia stima ed il mio affetto per questo atto (la sfiducia - ndc) che ha tutta l'aria di quella vecchia arroganza partitocratica che ha ucciso la passione politica. Il gioco è chiaro a tutti e il popolo non è stupido. Coraggio sindaco». Qualche ora dopo altro intervento: «Perchè non proporre un incontro pubblico pre-consiglio comunale, in cui il Pd può esprimere le sue presunte motivazioni a sostegno della sfiducia e Massimo rispondere alle critiche? I cittadini durante il consiglio comunale non potranno esprimersi, qui sì. Così sarà possibile vedere chi teme la gente, il popolo, il nostro popolo». Parole forti, quelle di Don Francesco, una presa di posizione che rimbalza dal virtual al real. E fa discutere. Borghi conferma l'amicizia con il prete: «Io sono ateo. Lo sanno anche le pietre, ma con Franceco, che è un ragazzo intelligente, sono rimasto in contatto e mi capita di parlare di morale e dottrina sociale della Chiesa, raramente di politica. E così ci troviamo d'accordo...».
Per la cronaca Francesco Capolupo nasce a Milano il 26 giugno 1980. Nel capoluogo lombardo il padre era direttore del carcere minorile Beccaria. A cinque anni si trasferisce in Maremma. A Gavorrano frequenta elementari e medie. Dopo la cresima abbandona il cammino di fede ma durante gli studi liceali, a Grosseto, tramite il suo insegnante di religione, don Antonio Maffucci, incontra il movimento Comunione e Liberazione. Dopo la maturità lavora per un anno nella segreteria della Fondazione Chelli, che gestisce le scuole cattoliche della Diocesi. Nel 2000 si iscrive all'Università di Perugia alla facoltà di Giurisprudenza e, attraverso Cl, matura l'idea della vocazione sacerdotale. Nel settembre 2001 entra a Roma nella Fraternità dei Missionari di San Carlo Borromeo e frequenta gli studi alla Pontificia Università Lateranense retta da Angelo Scola. Poi un'esperienza missionaria in Sud America e nel settembre 2006 l'impegno nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dove ha ricevuto l'ordinazione diaconale il 5 gennaio 2008. Oggi svolge il servizio pastorale nella parrocchia di San Paolo, a Sansepolcro. Ma domenica anche don Giuseppe Benedetti, parroco del Bagno, ha accennato, nella sua omelia, alle vicende politiche e alla crisi in Comune: «Speriamo - ha detto - che il Signore illumini coloro che hanno in mano le sorti del nostro Comune, dove da troppo tempo manca una condizione essenziale per governare al meglio: la serenità».
Così scrive: «Ciao Massimo, anche sulla tua bacheca oltre che sulle pagine di Sel, ci tengo a manifestarti tutta la mia stima ed il mio affetto per questo atto (la sfiducia - ndc) che ha tutta l'aria di quella vecchia arroganza partitocratica che ha ucciso la passione politica. Il gioco è chiaro a tutti e il popolo non è stupido. Coraggio sindaco». Qualche ora dopo altro intervento: «Perchè non proporre un incontro pubblico pre-consiglio comunale, in cui il Pd può esprimere le sue presunte motivazioni a sostegno della sfiducia e Massimo rispondere alle critiche? I cittadini durante il consiglio comunale non potranno esprimersi, qui sì. Così sarà possibile vedere chi teme la gente, il popolo, il nostro popolo». Parole forti, quelle di Don Francesco, una presa di posizione che rimbalza dal virtual al real. E fa discutere. Borghi conferma l'amicizia con il prete: «Io sono ateo. Lo sanno anche le pietre, ma con Franceco, che è un ragazzo intelligente, sono rimasto in contatto e mi capita di parlare di morale e dottrina sociale della Chiesa, raramente di politica. E così ci troviamo d'accordo...».
Per la cronaca Francesco Capolupo nasce a Milano il 26 giugno 1980. Nel capoluogo lombardo il padre era direttore del carcere minorile Beccaria. A cinque anni si trasferisce in Maremma. A Gavorrano frequenta elementari e medie. Dopo la cresima abbandona il cammino di fede ma durante gli studi liceali, a Grosseto, tramite il suo insegnante di religione, don Antonio Maffucci, incontra il movimento Comunione e Liberazione. Dopo la maturità lavora per un anno nella segreteria della Fondazione Chelli, che gestisce le scuole cattoliche della Diocesi. Nel 2000 si iscrive all'Università di Perugia alla facoltà di Giurisprudenza e, attraverso Cl, matura l'idea della vocazione sacerdotale. Nel settembre 2001 entra a Roma nella Fraternità dei Missionari di San Carlo Borromeo e frequenta gli studi alla Pontificia Università Lateranense retta da Angelo Scola. Poi un'esperienza missionaria in Sud America e nel settembre 2006 l'impegno nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dove ha ricevuto l'ordinazione diaconale il 5 gennaio 2008. Oggi svolge il servizio pastorale nella parrocchia di San Paolo, a Sansepolcro. Ma domenica anche don Giuseppe Benedetti, parroco del Bagno, ha accennato, nella sua omelia, alle vicende politiche e alla crisi in Comune: «Speriamo - ha detto - che il Signore illumini coloro che hanno in mano le sorti del nostro Comune, dove da troppo tempo manca una condizione essenziale per governare al meglio: la serenità».
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