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Grosseto

A Paganico fu rivolta per le suore

<strong>ABBRACCIO. </strong>Il saluto della gente di Paganico alle suore
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ABBRACCIO. Il saluto della gente di Paganico alle suore

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GROSSETO. Non è la prima volta che la partenza di religiosi provoca rabbia e proteste. Sette anni fa un intero paese insorse alla notizia che le suore avrebbero lasciato per sempre la parrocchia. È successo a Paganico e, anche quella volta, in piena estate. Le suore domenicane missionarie di San Sisto, che tenevano in piedi l'asilo parrocchiale da oltre cinquant'anni, furono rimosse dal loro incarico suscitando un'ondata di indignazione e una vera e propria insurrezione popolare. Quando il vescovo di Siena, Antonio Buoncristiani, che era competente per la zona di Paganico, si presentò in paese a fianco di don Roberto Santi, volarono insulti e anche qualche ceffone, tanto che servì l'intervento dei carabinieri per placare gli animi e qualcuno ricorse pure al medico per farsi curare dopo l'animato faccia a faccia.  Gli abitanti di Paganico si spinsero addirittura a posizionare un camion di traverso alla strada per cercare di bloccare la partenza del furgone che portava via le due suore rimaste. Dopo la partenza di una consorella nell'autunno precedente, a Paganico vivevano ancora suor Maria Pia di 80 anni e suor Maria Innocenza, più giovane ma sempre in là con gli anni. Le due religiose gestivano l'asilo insieme a tre maestre, una pagata dal Comune e due dalle suore, e avevano cura di una trentina di bambini.  Oltre mille firme si raccolsero nel giro di pochi giorni per chiedere che il parroco, don Roberto Santi, fosse mandato via. I suoi fedeli lo ritenevano il responsabile della decisione perché da tempo aveva chiesto l'usucapione per la palazzina che ospitava l'asilo e che era stato dato in comodato gratuito da una famiglia del posto. Cosa questa che aveva fatto saltare i nervi a molti parrocchiani già da tempo infastiditi da altri atteggiamenti del parroco. Le suore, alla fine, lasciarono Paganico, ma i parrocchiani continuarono la loro protesta, disertando all'unanimità la messa del Palio della Granocchia, scrivendo lettere e reclamando fino a tutto il mese di dicembre. E addirittura qualcuno sabotò la porta d'ingresso dell'ex scuola materna.  Un caso certamente diverso da quello odierno dei salesiani, sia perché la loro partenza è stata imposta direttamente dai vertici del loro ordine sia perché, finora, non si sono verificate proteste scomposte. E c'è da augurarsi che anche in futuro le reazioni siano più ortodosse, nonostante la presenza dei salesiani sia altrettanto cara ai fedeli grossetani che quella delle suore di Paganico. (f.f.)

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