Attenzione
«Dateci lo stato di calamità»
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CONFAGRICOLTURA. Il presidente Diana Theodoli Pallini Confagricoltura chiede interventi alla Provincia
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GROSSETO. Se a livello nazionale si parla di una diminuzione intorno ai 10 milioni di quintali, a livello locale grossetano la situazione è addirittura peggiore. Il mercato risente della contrazione dei consumi, dell'avversità congiunturale, ma soprattutto dell'invasione del pomodoro cinese per il concentrato. «A livello locale - spiega il presidente di Confagricoltura Grosseto, Diana Theodoli Pallini - alle problematiche nazionali se ne aggiungono altre. Il clima all'epoca del trapianto è stato freddo, piovoso e avverso, i pochi che erano riusciti a trapiantare il "precoce" si sono visti inondati i campi di abbondati precipitazioni e ritorni di freddo, con conseguenti problemi di marciume apicale e asfissia radicale. Inoltre il repentino cambio di stagione ha indotto alla mancata allegagione dei pomodori medi tardivi, specialmente negli ultimi palchi floreali. Gli altri hanno subito enormi ritardi nell'epoca del trapianto, ritardi che si ritroveranno in campagna di raccolta, con accresciuta difficoltà di programmazione dei conferimenti da parte delle industrie di trasformazione». I coli produttivi previsti sono stimati intorno al 30% tanto che le cooperative locali in fase di pre-campagna di raccolta all'unisono ribadiscono la situazione di gravissima crisi sia in termini di produttività che soprattutto di resa per la trasformazione, assolature, maturazioni difformi e basso grado zuccherino. «Come Confagricoltura auspichiamo una sensibilizzazione del mondo politico provinciale - dice la presidente - di valutare oggettivamente l'entità del danno subito per poter ricorrere alla dichiarazione di calamità per il settore pomodoricolo per la Provincia, ritenendo possibile il mancato raggiungimento della soglia minima di produzione per l'accesso alla componente accoppiata dell'incentivo». Secondo Confagricoltura gli estremi ci sono già, anche se la raccolta dovrà sancirne la definitiva certezza. Se la raccolta sancirà davvero una diminuzione del 30% del prodotto, il rischio per l'economia locale potrebbe essere davvero devastante. «Senza i dovuti interventi di soccorso - dicono infatti a Confagricoltura di Grosseto - questo settore potrebbe subire un tracollo difficilmente recuperabile».
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