Il Tirreno

Grosseto

Scontro da 541mila euro

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SCONTRO. Qui sopra il sindaco Luigi Bellumori; in alto l’avvocato Tamburro,

Comune-Tamburro: ecco le cifre esatte

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 CAPALBIO. Cifre e controcifre arrivano da una parte e dall'altra sul rapporto fra il Comune di Capalbio e l'avvocato Nicola Tamburro. Così abbiamo raccolto i documenti, per fare chiarezza. E certo i numeri che risultano non disegnano un futuro "sereno" per il piccolo centro maremmano il cui bilancio, soprattutto di questi tempi, è ridotto all'osso.  I numeri precisi. A quanto ci risulta fra i pagamenti effettuati dal Comune ci sono 57 mandati già saldati al legale, per complessivi 162.229,99 euro (dal 9/5/2005 al 27/10/2009). Lo scorso 24 giugno, invece, l'avvocato ha spedito alla segreteria affari generali del Comune proposte di notula per complessivi 99.449,76 euro a fronte di 11 incarichi per il quale l'Amministrazione aveva impegnato meno di un decimo, cioè 9.151,2 euro. Adesso restano aperti 65 incarichi: per questi l'avvocato, il 12 luglio, ha chiesto di impegnare 5.500 euro a pratica, più oneri fiscali. Sono circa 6800 euro a pratica: in totale 442.000 euro. Il totale ancora dovuto sarebbe di 442mila più 99.499, cioè circa 541mila euro.  Il sindaco. Sui numeri ognuno può fare la valutazione che vuole. Il sindaco, però, si dice assai preoccupato. «Ho preso atto con sconcerto - dice - delle recenti e ripetute esternazioni dell'avvocato Tamburro e del consigliere Biagi sulla vicenda delle spese legali; pur ritenendo che la gravità di quanto accaduto non possa essere risolto con botta e risposta sui media, ritengo di dover fare, a garanzia della trasparenza amministrativa, alcune precisazioni, come peraltro d'abitudine. Non è mia intenzione, né lo è mai stato, mettere in discussione la capacità professionale dell'avvocato Tamburro; senz'altro non condivido, e non da ora, la linea politica di Lucia Biagi come del resto la maggioranza dei cittadini. I numeri, purtroppo, non sono io a averli dati, che mi sono attenuto a quanto riferitomi dagli uffici. E parlano di circa 540mila euro richiesti dall'avvocato. Questi numeri ben possono rendere la mia preoccupazione, condivisa dagli uffici, dagli altri amministratori e dall'organo di revisione, per gli equilibri del bilancio di questo Comune. Questa è stata sin dall'inizio la questione. L'unica che pare serena è Lucia Biagi, ma non se ne comprende il perchè! Pare evidente come il problema non si possa risolvere né con sconti di grazia, né con scambio di convenevoli e di scuse. Gli uffici, per affrontare questioni di questo genere, devono fare i conti con le regole di finanza pubblica. Se Lucia Biagi ha una soluzione seria per risolvere questo problema, sarò lieto di starla ad ascoltare purchè tenga conto della gestione del bilancio comunale e delle regole di contabilità; se invece intende continuare a suggerire di coprire debiti certi con prospettive di speranza, farebbe meglio a tacere, visto che la politica della guerra giudiziaria contro tutti è figlia sua». (gf)

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