Sicurezza
Era latitante, si nascondeva in un casolare vicino al mare a Catania
Preso anche il quarto uomo della rapina a Banca Etruria
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LATITANTE. Matteo Mannino 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il quarto uomo è caduto in trappola. Si rifugiava in un casolare delle campagne di Catania, non troppo distante dalla spiaggia, di proprietà di un suo parente, anche lui adesso finito nei guai (con l'ipotesi di favoreggiamento). Si è conclusa ieri all'alba con l'irruzione dei Baschi verdi della guardia di finanza la latitanza di Matteo Mannino, 47 anni, di Catania, ritenuto il quarto componente della banda che il 21 gennaio 2008 assaltò la Banca Popolare dell'Etruria di via Giusti. A lui e agli altri componenti tutti siciliani (Sebastiano Franco Sapia, ritenuto il capo, Sebastiano Chiarenza e Marcantonio De Angelis) erano arrivati i carabinieri di Grosseto, esaminando con accuratezza le poche tracce lasciate dai professionisti che quel giorno portarono via un bottino da 268mila euro. Gli altri tre erano stati arrestati dall'Arma nel giugno 2009. Nell'agosto gli uffici giudiziaria ne avevano dichiarato ufficialmente lo stato di latitanza. Adesso la sua fuga è finita. Sapia, Chiarenza e lo stesso Mannino sono già stati rinviati a giudizio per la rapina ma anche per il danneggiamento del cancello posteriore del vano caldaia (da cui i banditi erano poi entrati sorprendendo gli impiegati), porto di due pistole, furto della Fiat Uno rubata ad Albinia sei giorni prima e usata per commettere la rapina. Per loro, l'udienza si terrà il 13 ottobre davanti al Tribunale di Grosseto. Per De Angelis, che avrebbe fornito un appoggio logistico prendendo in affitto un immobile a Fiumicino, il gup aveva invece dichiarato il non luogo a procedere. P.S.
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