Il Tirreno

Grosseto

Il Pd prova a ricucire gli strappi

<b>PD.</b> Il segretario Marzio Scheggi e il presidente della Provincia Leonardo Marras
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PD. Il segretario Marzio Scheggi e il presidente della Provincia Leonardo Marras

Tensione in direzione, ma alla fine non passa la sfiducia a Scheggi

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 GROSSETO. Non appare facile il percorso del Pd verso una "riappacificazione" interna. A meno che l'unitarietà non venga raggiunta con la "conquista" di una parte sull'altra: una pace armata.  Dopo le dimissioni dall'esecutivo, in settimana, del segretario dell'Unione Comunale Massimo Alessandri, in piena rottura col segretario provinciale Marzio Scheggi, ieri si è tenuta la direzione.  Non sono mancati momenti di tensione, perché dentro il partito è in corso una vera e propria "guerra fra bande". Vedremo, certo è che la "base" non sopporta più le lotte di potere e gli scontri per le poltrone. La lettera qui a fianco, con 181 firme di gente comune, parla da sola.  Così, se da una parte Franco Ulivieri ha chiesto di non gestire il partito fuori dagli organi direttivi e Roberto Valente è stato molto polemico con Marzio Scheggi, accusandolo di esser stato parte in causa perché aspirava ad un posto all'Epg, dall'altra da AnnaRita Bramerini e Leonardo Marras c'è stato un invito ad arrivare ad un documento unitario.  In realtà il documento, letto da Barbara Pinzuti e firmato da una parte di sindaci e da alcuni nomi di spicco, tutto è sembrato meno che unitario: si chiedeva "discontinuità" arrivando, di fatto, a una sfiducia alla segreteria provinciale.  Alla fine, però, nell'atteso intervento di Massimo Alessandri, è stato chiarito che, almeno nella riunione di ieri, il documento di "rottura" non sarebbe andato ai voti dell'assemblea. Resta aperto uno spiraglio alla mediazione dunque e, per quanto riguarda il segretario, se ne parlerà alla scadenza naturale di settembre-ottobre, quando i giochi si faranno al congresso. E solo allora si capirà se il Pd riuscirà a stare davvero insieme o se una parte, peraltro maggioritaria, vorrà dettare la linea rinunciando all'altra. E forse perdendo per strada una larga fetta della base. (gf)

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