Gioco
Condannato per le foto porno
Pierluigi Sposato
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IN CAMPER. Lo svizzero condannato fu fermato dai carabinieri il materiale fu ritrovato nel camper Ventimila immagini di bambini nel camper di un pensionato
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FIRENZE. Quando i carabinieri di Orbetello lo avevano fermato sull'Aurelia a Capalbio, il 20 ottobre, mentre tornava da una vacanza al sud, nel camper avevano trovato ben ventimila immagini pedopornografiche. Bambini ritratti in tutte le pose, inequivocabili, anche con adulti. Alcune stampe sui sedili e sulle pareti interne avevano fatto scattare un controllo più approfondito: il resto era contenuto nelle memorie di telefonini e in alcune schede microsd. Claude Gilbert Andrè, svizzero di 50 anni, è stato adesso condannato con il rito abbreviato dal gup di Firenze - la competenza per questo tipo di reati è distrettuale - a 1 anno 8 mesi e 15mila euro. Molto meno della richiesta del pm Gintoli, che aveva sollecitato 7 anni e 40mila euro (la pena va da 6 a 12 anni). Il difensore, l'avvocato Adriano Galli, aveva invocato l'assoluzione perché il reato - tecnicamente, la realizzazione di esibizioni pedopornografiche - sarebbe stato commesso all'estero e la legislazione italiana copre soltanto i reati avvenuti nel nostro Paese. Il reato è stato dunque derubricato ma occorrerà comunque attendere 60 giorni per conoscere le motivazioni. Alcuni dati certi, tuttavia, sono già noti. Il primo è che il pensionato svizzero è stato dichiarato capace di intendere e di volere e capace di assistere al procedimento. L'accertamento è avvenuto nel corso della perizia psichiatrica disposta durante l'incidente probatorio. Con questo tipo di procedura è avvenuta anche la perizia tecnica sul materiale sequestrato: la polizia postale ha esaminato le 20mila immagini, catalogandole nel modo più preciso possibile e individuando circa 200 minori diversi, completamente nudi o con primi piani delle parti intime. Una volta depositata la perizia, la Procura distrettuale aveva chiesto il giudizio immediato, poi svoltosi con la forma del rito abbreviato condizionato a un esame più approfondito delle immagini: perché era indispensabile capire dove quelle immagini erano state scattate. Così, su incarico del giudice, la polizia postale si è rimessa al lavoro, esaminando le date di scatto, gli sfondi ove disponibili e qualsiasi tipo di elemento utile per poter dare indicazioni più precise. Perché Andrè aveva dichiarato di essere entrato in Italia alla fine del settembre 2009. E non vi sarebbero state foto scattate in un periodo successivo a quella data, come dichiarato dallo stesso perito nell'udienza dell'altro giorno. Dunque, nessuna di quelle foto sarebbe stata scattata in Italia. Il reato è quindi stato derubricato nella sola detenzione di materiale pedopornografico. Il giudice non ha comunque sospeso la pena all'imputato: André resta in carcere, a Sollicciano, a causa di alcuni precedenti commessi nel propio Paese. Lui non ha mai dato spiegazioni sul possesso di quelle immagini. Ai carabinieri pare avesse inizialmente dichiarato che si trattava di immagini private di cui non doveva rendere conto a nessuno.
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