Gioco
Bonifazi affila le armi per fare guerra ai piccioni: Protestano gli animalisti
Botta e risposta tra il sindaco e la Lega antivivisezione sui metodi alternativi per allontanare i volatili dal centro
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GROSSETO. Sui piccioni, si è scatenata la guerra per davvero. Con la Lav, la lega antivivisezione, d'accordo con i cittadini che hanno mal digerito la proposta del sindaco. E con Emilio Bonifazi, dall'altra parte, che il progetto dell'abbattimento di volatili in centro non vuole proprio metterlo da parte. Perché il telefono del sindaco e della sua segreteria, per il guano che imbratta i marciapiedi e che tappa le grondaie, squilla in continuazione.
E per il primo cittadino, qualche spunzone o qualche mangime che li costringe solo a cambiare colonia o piazza, non bastano. «I palliativi non servono». Risponde secco. Palliativi, li chiama il sindaco. Metodi alternativi per gli ambientalisti e per la Lav. «Le ragioni dei cittadini che non vogliono l'abbattimento - dice Giacomo Bottinelli, responsabile della lega - sono corrette dal punto di vista legale e in linea con l'idea della difesa degli animali e con la prospettiva di una loro convivenza con l'uomo. Già un anno fa nelle riunioni della commissione animali la Lav aveva fatto presenti i metodi alternativi allo sterminio e aveva sottolineato gli aspetti legati della questione».
Spetterebbe alla Provincia, e non al Comune autorizzare un piano di abbattimento. «Abbiamo anche condigliato al sindaco - aggiunge - di inserire nel regolamento comunale norme sulle nuove costruzioni in modo da non facilitare la nidificazione. L'abbattimento infatti è pratica inutile e costosa, destinata a fallire per la grande prolificità dei piccioni». Soluzioni che però, non hanno avuto grande appeal agli occhi del sindaco. Che nella guerra ai piccioni va a dritto, senza tentennamenti. Alternative come i mangimi inibitori della fertilità, che però, il problema, non lo risolvono alla radice. «Oggi le intenzioni del sindaco sembrano esattamente all'opposto di quanto da noi consigliato.
Speriamo che Bonifazi receda da questi propositi di sterminio e ci mettiamo ancora una volta a disposizione nell'ottica più costruttiva possibile - aggiunge Bottinelli - se anche questa offerta dovesse essere ignorata, cosa che ci augriamo non avvenga, e si procedesse a emettere atti per l'abbattimento, valuteremo ovviamente l'azione legale conseguente. Invitiamo i cittadini che hanno sollevato la protesta a contattarci al 328/5639980 o all'indirizzo lav.grosseto@lav.it». Un appello che sarà sicuramente accolto.
Ma che poi dovrà fare il paio con le centinaia di lettere che finiscono sulla scrivania di Bonifazi. Per dire che no, i piccioni i centro non ci devono stare.
E per il primo cittadino, qualche spunzone o qualche mangime che li costringe solo a cambiare colonia o piazza, non bastano. «I palliativi non servono». Risponde secco. Palliativi, li chiama il sindaco. Metodi alternativi per gli ambientalisti e per la Lav. «Le ragioni dei cittadini che non vogliono l'abbattimento - dice Giacomo Bottinelli, responsabile della lega - sono corrette dal punto di vista legale e in linea con l'idea della difesa degli animali e con la prospettiva di una loro convivenza con l'uomo. Già un anno fa nelle riunioni della commissione animali la Lav aveva fatto presenti i metodi alternativi allo sterminio e aveva sottolineato gli aspetti legati della questione».
Spetterebbe alla Provincia, e non al Comune autorizzare un piano di abbattimento. «Abbiamo anche condigliato al sindaco - aggiunge - di inserire nel regolamento comunale norme sulle nuove costruzioni in modo da non facilitare la nidificazione. L'abbattimento infatti è pratica inutile e costosa, destinata a fallire per la grande prolificità dei piccioni». Soluzioni che però, non hanno avuto grande appeal agli occhi del sindaco. Che nella guerra ai piccioni va a dritto, senza tentennamenti. Alternative come i mangimi inibitori della fertilità, che però, il problema, non lo risolvono alla radice. «Oggi le intenzioni del sindaco sembrano esattamente all'opposto di quanto da noi consigliato.
Speriamo che Bonifazi receda da questi propositi di sterminio e ci mettiamo ancora una volta a disposizione nell'ottica più costruttiva possibile - aggiunge Bottinelli - se anche questa offerta dovesse essere ignorata, cosa che ci augriamo non avvenga, e si procedesse a emettere atti per l'abbattimento, valuteremo ovviamente l'azione legale conseguente. Invitiamo i cittadini che hanno sollevato la protesta a contattarci al 328/5639980 o all'indirizzo lav.grosseto@lav.it». Un appello che sarà sicuramente accolto.
Ma che poi dovrà fare il paio con le centinaia di lettere che finiscono sulla scrivania di Bonifazi. Per dire che no, i piccioni i centro non ci devono stare.
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