Il Tirreno

Grosseto

Ieri summit in Provincia, la neonata società dei trasporti nel mirino dei sindacati

Tiemme dice no ai tagli

 F.F.
Simiani
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Simiani

Simiani avverte: con gli esuberi aiuti dalle istituzioni

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 GROSSETO. Se ci saranno degli esuberi non sarà per colpa della nuova aggregazione aziendale ma per i mancati trasferimenti dallo Stato ai trasporti locali pubblici. Anzi. La neonata Tiemme, è una garanzia per i lavoratori in un momento di crisi. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato ieri alla conferenza stampa a palazzo Aldobrandeschi da Marco Simiani, presidente di Rama, e da Piero Sassoli, direttore generale di Toscana Mobilità che aggrega Rama e le aziende di trasporto pubblico locale di Piombino, Siena e Arezzo. Insieme a loro c'erano il sindaco di Grosseto Bonifazi, il presidente della Provincia Marras e i rappresentanti sindacali. E non a caso. Martedì scorso Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa e Ugl hanno abbandonato il tavolo di confronto con l'azienda che, a loro giudizio, non vorrebbe rispettare il precedente accordo fatto a metà luglio.  «È priorità della Tiemme - tranquillizza però Simiani - garantire stessi servizi, stessi livelli occupazionali, stesso rapporto con il territorio e anzi. Sull'occupazione dico sin da oggi che nessuno sarà licenziato e tutti lavoreranno al loro posto alle stesse condizioni, almeno fino alla scadenza degli accordi. Bisogna ancora armonizzare le quattro aziende che costituiscono Tiemme e con i neoassunti e i lavoratori a tempo determinato c'è da intavolare la discussione. Ma, se ci saranno tagli ai finanziamenti, le persone in esubero dovranno essere reimpiegate e con l'aiuto delle istituzioni».  E proprio sui futuri finanziamenti statali i rappresentanti delle istituzioni locali, Bonifazi e Marras, pur guardando con favore alla neonata azienda, non nascondono preoccupazione. Si annuncia un taglio di almeno 100mila euro a fronte dei 285mila erogati in passato, cui va aggiunto un gruzzolo di 100mila euro dai ricavi.  Dichiarazioni che accrescono le preoccupazioni dei sindacati. Pur d'accordo con la formazione di Tiemme, temono probabili future difficoltà a dialogare con un'azienda formata da 4 soggetti Baiocco (Uil Tucs) e Centenari (Cgil), mentre Schiano (Uil Trasporti) mette in conto i mancati ammortizzatori sociali previsti per gli impiegati del trasporto pubblico. Rossi (Faisa) auspica di arrivare a un accordo quadro indolore per tutti.  Sull'opportunità di far nascere una nuova grande azienda, infine, Simiani e Sassoli sono chiari. Creare bacini di area vasta dà più chance di ottenere finanziamenti e permette di competere con le aziende europee, veri e propri giganti del settore.  «E Rama, Atm, Lfi e Train insieme - spiega Sassoli - sono fra le prime 10 aziende italiane». Ogni azienda madre manterrà un margine di autonomia. Rama, ad esempio, resta proprietaria degli immobili ed è protagonista del "Progetto autobus elettrici" in collaborazione con due aziende cinesi, per creare autobus di nuova generazione.

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