Il Tirreno

Grosseto

Nell'ufficio del sindaco la rivolta della Bionda

Costanza Ghezzi
<b>DONNE ARRABBIATE.</b> Nella stanza del sindaco la protesta delle bagnanti che non possono frequentare la spiaggia della Bionda
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DONNE ARRABBIATE. Nella stanza del sindaco la protesta delle bagnanti che non possono frequentare la spiaggia della Bionda

Le donne guidano la battaglia per la riapertura della spiaggia off limits per i lavori

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 PORTO SANTO STEFANO. La "rivoluzione" della Bionda, iniziata ieri mattina alle 10, è terminata alle 11,35 con una cinquantina di rivoltose che sono uscite dall'ufficio del sindaco, per il momento apparentemente abbastanza soddisfatte. Vedremo tra pochi giorni se l'armistizio avrà resistito. La Bionda è una spiaggetta, stretta tra il poggio del Calvello e Punta Nera.  Frequentatissima dai santostefanesi che potevano raggiungerla, fino a qualche settimana fa, oltre che a piedi, anche con moto e autoveicoli transitando sulla ormai famosa bretella Pozzarello-Valle. Come abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, la bretella è stata chiusa al traffico autoveicolare perché, secondo un rapporto dei carabinieri e dei tecnici dei vigili del fuoco, le vibrazioni dei motori potevano creare qualche pericolo, sia nei tratti in trincea, sia in quelli sotto le tre gallerie che la caratterizzano. La chiusura di quella via di comunicazione che veniva percorsa a senso unico in direzione Pozzarello-Valle, ha praticamente chiuso l'accesso alla spiaggetta. Sembra che la segnalazione dell'esistenza di qualche pericolo provenga dai proprietari di qualche villa che non gradiscono il pieno di bagnanti che la Bionda fa registrare nei mesi estivi. Questa mattina è esplosa la protesta. Un folto gruppo di bagnanti, la maggior parte del gentil sesso, agguerritissime, ha chiesto di parlare con il sindaco, al quale hanno chiesto con forza e con frasi concitate, di ripristinare la situazione prendendo i necessari provvedimenti. Arturo Cerulli ha cercato di spiegare il lato amministrativo, legale e burocratico della spinosa faccenda, dicendo che la prassi più corretta sarebbe quella di eliminare alcune non gravissime pericolosità con interventi sulle scarpate e sulle strutture murarie. Ma per tali interventi ci vuole del tempo e potranno essere fatti dopo l'estate. Per il futuro immediato il sindaco ha dichiarato di avere in mente un soluzione parziale che dovrà essere verificata con l'ufficio tecnico comunale e la polizia municipale. Una soluzione parziale che potrebbe essere attivata già dai prossimi giorni. Renzo Wongher      LE LETTERE Troppi spazi tolti ai giovani  Finalmente, non i partiti, ma la gente comune, i cittadini cominciano a ribellarsi ad una politica che punta al cemento e a tutelare gli interessi di pochi. Alla chetichella, in una calda giornata di fine luglio sono arrivate le ruspe che al viandante distratto sembravano lì per fare pulizia, tagliare l'erba, per mettere ordine in un'area destinata ai nostri ragazzi. Togliere spazi più che dare spazi ai giovani, alle idee al futuro è la caratteristica dominante delle politiche giovanili di questo Comune che non presta attenzione ai più giovani. Claudia Innocenti Sono una cittadina di Orbetello che ama il suo paese ed è stanca di stare zitta davanti a un'amministrazione che dimostra sempre minore attenzione per i bambini e i ragazzi che dovrebbero essere il punto di forza di ogni società civile. L'assessore Di Vincenzo, ha visto bene di togliere una parte del già esiguo spazio per le attività all'aria aperta della scuola media di Neghelli. Ieri mattina, senza che neanche la dirigente scolastica fosse stata avvisata, la ditta che costruisce il parcheggio ha abbattuto le quattordici piante che si trovavano nella zona, tra cui due pini secolari. La preoccupazione è: quanto e a chi sta a cuore il benessere dei nostri ragazzi? Ragazzi costretti in spazi sempre più angusti e degradati che non possono essere citati come esempi di luoghi preposti alla loro crescita ed educazione.

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