Il Tirreno

Grosseto

La visita dei commissari ad agosto, la Provincia attacca di nuovo il Governo sul mancato rinnovo di Corsi

Marras entra nel Comitato Parco

<b>PARCO.</b> In lizza per l&#146;Unesco
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PARCO. In lizza per l’Unesco

Autonominato dopo la bufera: scelta che garantisce l'esame Unesco

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 GROSSETO. Ieri è arrivata la prima designazione ufficiale. È una sorpresa. Come già aveva fatto il suo predecessore Scheggi, Leonardo Marras, presidente della Provincia - per sgombrare il campo da ulteriori discussioni e pretese da parte dei territori e di pezzi della coalizione di centrosinistra - si è autonominato nel Comitato di gestione del Parco minerario nazionale delle Colline metallifere.  «Questa scelta - spiega Marras, che glissa sulle problematiche interne alla coalizione e ai territori - è motivata dalla necessità di garantire un presidio istituzionale adeguato al Comitato di gestione in vista dell'imminente decisione dell'Unesco, che apre una fase di grande rilevanza per il territorio. I valutatori incaricati saranno, infatti, in Maremma il 4, 5 e 6 agosto. In questa fase, considerato che lo stesso dossier dell'Unesco individua come elemento sostanziale l'operatività del Comitato di gestione, è prioritario assicurare la tenuta del quadro istituzionale locale».  Meglio sarebbe stato, secondo Marras, se il Governo avesse prorogato al 31 dicembre 2010 il Comitato di gestione uscente, che sotto la guida di Hubert Corsi aveva ben operato negli ultimi sette anni, ma a Roma il ministro Prestigiacomo - lo ricordiamo - ha optato, nel marzo scorso, per l'azzeramento dei vertici, con l'individuazione di Luca Agresti come nuovo presidente.  Nei prossimi giorni anche gli altri enti locali segnaleranno al Ministero dell'ambiente i propri membri del Comitato di gestione, «ponendo fine - si legge in una nota di Palazzo Aldobrandeschi - alle speculazioni che deviano rispetto alla macroscopica responsabilità del Governo, la cui mancanza d'iniziativa è stata surrogata solo dalla buona volontà e dall'impegno finanziario delle istituzioni locali. Le quali, al momento opportuno, chiederanno conto al Ministero della effettiva volontà di mantenere la qualifica di Parco nazionale, con oneri e onori che ne derivano».  Sel passa alle minacce. A spostare i tiro e riaccendere il fuoco, però, ci pensa Sel. «Apprendiamo dai giornali - scrive il segretario provinciale Buzzetti - che nelle segrete stanze del Pd si sarebbe deciso di mettere un veto su Massimo Borghi al Parco minerario, venendo meno alla consuetudine che voleva il primo cittadino di Gavorrano nominato dai sindaci del territorio. La sensazione è che si cerchi di punire un comune solo perché ha osato votare un uomo di Sel, un amministratore libero, che in ogni atto fa gli interessi dei cittadini». Sel passa poi alle minacce. «Le scelte che farà il Pd in questa partita saranno per noi illuminanti... visto che non perdono occasione per delegittimarci». (g.b.)

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