Il Tirreno

Grosseto

Bocciato il piano di abbattimento programmato proposto da Bonifazi

Giù le mani dai piccioni Cittadini contro il sindaco

Sara Landi
<b>GUERRA AI PICCIONI.</b> Troppo sporco in citt&agrave;
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GUERRA AI PICCIONI. Troppo sporco in città

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 GROSSETO. «Sui piccioni c'è tanta disinformazione». A dirlo sono dei grossetani che ieri sono rimasti sorpresi dai toni perentori del sindaco Emilio Bonifazi a proposito dell'uso dei piani di abbattimento programmato per fare fronte al sovrannumero dei volatili e alla sporcizia che causano su strade, arredo urbano e gazebi. E la prima inesattezza, fanno notare, è proprio la competenza istituzionale su questa emergenza. I lettori ci segnalano infatti che «la sentenza 2598 della Corte di Cassazione chiarisce che i piccioni sono annoverati tra la fauna selvatica e la responsabilità sugli animali selvatici ricade sulla Provincia e non sul Comune. Inoltre secondo la legge 157 del 1992 sono considerati patrimonio indisponibile dello Stato e ne è vietata la caccia e la cattura».  Detto questo è vero che le Province possono autorizzare piani di abbattimento ma «solo nel caso in cui i metodi ecologici innocui per l'animale si siano dimostrati inefficaci». E per la questione dei dissuasori ecco che tornano in campo i sindaci. Con le indicazioni dei nostri lettori contrari alla criminalizzazione dei piccioni. «Il nostro sindaco potrebbe attraverso un'ordinanza obbligare i proprietari di edifici in stato di abbandono e di degrado a provvedere al loro risanamento perché è proprio lì che i piccioni vanno a nidificare e al posizionamento di dissuasori a punta arrotondata che impediscono agli animali di sostare senza ferirli». Il riferimento è ai dissuasori con spuntoni d'acciaio di vecchia generazione di cui è stata dimostrata la pericolosità e che molti Comuni, tra cui quello di Milano hanno per questo motivo già messo al bando. E se non basta bonificare sottotetti, grondaie e davanzali o piazzare i dissuasori si può sempre ricorrere, come sta facendo il Comune di Follonica con successo, alla distribuzione di mangimi sterilizzanti, operando cioè una sorta di controllo delle nascite per impedire una riproduzione incontrollata della specie.  Di soluzioni incruente al problema dei piccioni in città, è il senso dell'iniziativa dei lettori, ce ne sono. Tenendo anche conto del fatto che «numerose leggi stabiliscono che chi uccide o ferisce senza necessità viene punito e nel caso dei colombi non sussiste la necessità di ferirli o ucciderli o recare loro danno per allontanarli, esistendo sistemi efficaci ed innocui per risolvere questo problema». E poi, altro mito (o leggenda metropolitana da sfatare), pare che il guano dei piccioni non sia corrosivo per i momumenti perché i colombi sono vegetariani.

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