Il Tirreno

Grosseto

«A Capalbio non mi fanno ampliare la casa, perché?»

Claudio Bellumori
<b>AMBASCIATORE E SINDACO.</b> Paolo Andrea Trabalza e Luigi Bellumori
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AMBASCIATORE E SINDACO. Paolo Andrea Trabalza e Luigi Bellumori

La singolare richiesta dell'ambasciatore di Malta al presidente Berlusconi

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 CAPALBIO. Il Comune di Capalbio diventa un caso nazionale. Perché mercoledì pomeriggio, all'incontro degli ambasciatori con il premier Silvio Berlusconi, l'inviato italiano a Malta Paolo Andrea Trabalza ha chiesto al presidente del Consiglio lumi sul proprio appartamento a Capalbio. Motivo? L'ampliamento richiesto dall'ambasciatore è stato bocciato dal Comune. Una vicenda che è cominciata qualche tempo fa, quando Trabalza ha presentato all'amministrazione la richiesta per ampliare il suo appartamento di Capalbio. Un appartamento che si trova proprio in centro storico e che è adagiato sulle pendici collinari che si affacciano sull'Argentario. Una posizione da sogno. Che, per l'ambasciatore, avrebbe meritato anche qualche metro in più.  Ma dal Comune, si è sentito dire no. Un no che, evidentemente, gli è piaciuto poco. Tanto da chiedere a Berlusconi in persona il perché di quel diniego. «Un diniego che nasce dall'applicazione del Piano casa proposto dal Governo. Il Comune - dice il sindaco Luigi Bellumori - muovendo da una serie di importanti considerazioni relative sia alla necessità di sostenere l'attività edilizia per il rilancio dell'economia, sia di rispondere ai bisogni abitativi della famiglia, sia di favorire la riqualificazione urbana, il miglioramento della qualità architettonica ed energetica degli edifici nel corso del 2009, ha varato con atto di indirizzo del consiglio comunale le linee guida del Piano casa». E così, chi ha seguito le indicazioni di questo piano ed è rimasto nei parametri e nelle regole, ne ha usufruito. «Il caso che l'ambasciatore Trabalza ha sollevato innanzi al presidente del Consiglio Berlusconi - ha continuato - dovrebbe rientrare nei casi non cumulabili con quelli previsti dalla disciplina comunale vigente, nel caso in specie vi è una sottrazione per superfici condonate. Il Comune ha quindi seguito le indicazioni normative della Regione, l'ente non ha negato nulla, ha solo applicato la normativa regionale». A restare al palo, sull'ampliamento di case e appartamenti non c'è soltanto l'ambasciatore Trabalza. Ma, a sentire il sindaco Bellumori, l'amministrazione non ha stilato una lista dei vip che hanno chiesto di poter allargare un po' le proprie abitazioni.  «Non ci sono persone di serie A o di serie B - dice Luigi Bellumori - e su questo confido nell'operato trasparente degli uffici e dei responsabili a questo tipo di concessioni. Una specifica tabella riassuntiva, prodotta dall'ufficio tecnico comunale, riassume l'indicazione della fattibilità degli interventi nelle singole zone del piano regolatore. E l'ampliamento di quell'appartamento, risultava evidentemente ai nostri uffici impossibile da concedere. Non ci sono altri motivi dietro questo diniego».

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