Il Tirreno

Grosseto

"Sequestrato" in casa per un modulo lasciato sulla scrivania dell'Asl

Francesca Ferri
"Sequestrato" in casa per un modulo lasciato sulla scrivania dell'Asl

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 GROSSETO. Una pratica dimenticata sotto la tastiera del computer di un impiegato Asl prima delle ferie condanna un disabile grossetano, tracheotomizzato e in carrozzina, a rimanere chiuso tra le mura di casa per tutta l'estate. La vicenda inverosimile inizia lo scorso 10 giugno.  Quel giorno alla Asl di via Don Minzoni a Grosseto arriva la richiesta della dottoressa Migliorini di fornire al suo paziente, Francesco Marzocchi, un aspiratore portatile per aiutarlo a espettorare i catarri. L'uomo, 46 anni, circa un anno fa ha subito una tracheotomia e, per respirare, ha bisogno di due apparecchi: un ventilatore per la notte e una macchina che libera la gola dal muco. «Di giorno - spiega Marzocchi - respiro in modo autonomo ma ho bisogno dell'aspiratore più volte nell'arco delle 24 ore quando sento che il respiro diventa difficoltoso per i catarri. Per farlo ho un apparecchio fisso nella mia stanza ma, per poter fare anche solo due passi fuori casa, mi servirebbe uno strumento portatile».  L'apparecchio a batterie, all'inizio, non gli era stato prescritto. «Subito dopo l'operazione - spiega la figlia Annamaria, che lo assiste - mio padre era in condizioni gravi. Dopo un periodo in rianimazione fu dimesso ma i sanitari credevano che non sarebbe più stato in grado di uscire e perciò non gli dettero l'aspiratore portatile». L'uomo, invece, fortunatamente si è ristabilito e così la dottoressa che lo ha in cura a giugno gli ha prescritto la preziosa macchinetta. «Avevamo pensato di passare qualche giorno sull'Amiata - spiega Marzocchi - per respirare un po' d'aria fresca dopo tanto tempo in casa».  Martedì scorso Annamaria si è dunque presentata alla Asl. Oltre all'aspiratore, che doveva essere consegnato nel giro di dieci giorni, la donna sperava di portare a casa anche la nuova carrozzina elettrica chiesta lo scorso ottobre. Ma quando ha bussato alla porta di via Don Minzoni, le risposte non sono state quelle che si aspettava. Non solo della carrozzina non c'era traccia, nonostante nove mesi di attesa, ma neppure l'aspiratore era arrivato e, anzi, non era mai stato ordinato.  «Alla mia domanda - spiega la donna - l'impiegato è caduto dalle nuvole. Ha alzato la tastiera del computer e ha visto che la richiesta della dottoressa era rimasta lì sotto. Si era dimenticato di inoltrarla e poi era andato in ferie. Si è giustificato dicendo che hanno tanto lavoro e quando ho chiesto perché non se ne fosse occupato un suo collega, mi ha risposto che lì ognuno ha le sue competenze». Incredula e arrabbiata, Annamaria ha chiesto che la domanda fosse subito spedita, ma sui tempi di consegna è buio totale. «L'impiegato - spiega la donna - ci ha detto che c'è il rischio che le ditte fornitrici vadano in ferie e perciò non ha saputo dirmi con certezza quando avremo l'aspiratore».  «È più di un anno che sono chiuso in casa - spiega scoraggiato Marzocchi - e ora che la malattia mi consente una tregua per ricominciare a uscire, a tenermi segregato in casa ci si mette la Asl».

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