Il Tirreno

Grosseto

A breve incontro con le autorità, il presidente Terribile: infrastruttura necessaria allo sviluppo

Legacoop vuole il polo logistico

<b>POLO INTERMODALE </b>Dovrebbe sorgere a Braccagni
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POLO INTERMODALE Dovrebbe sorgere a Braccagni

Disposta alla realizzazione e gestione della piattaforma di Braccagni

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 GROSSETO. Legacoop Grosseto condivide la scelta di realizzare a Braccagni una piattaforma logistica a servizio del comparto agroalimentare. In Maremma sono sei le grosse cooperative aderenti a Legacoop che operano nel comparto agroalimentare.  Con 49 milioni di fatturato e 260 addetti diretti, con molti avventizi - alle quali se ne aggiungono altre più piccole per un fatturato di 2,3 milioni di euro. Le 6 strutture sono le Coop Agrimaremma, Terre di Maremma, Cantina cooperativa di Pitigliano, Stabilimento de Le Chiantigiane di Braccagni, due stabilimenti amiatini del Gruppo Alimentare Toscano.  «La decisione di localizzare a Braccagni una piattaforma logistica dedicata ai prodotti agroalimentari - sottolinea Antonio Terribile, presidente del Ctl di Legacoop Grosseto - è pienamente condivisibile e come sistema cooperativo ci auguriamo che si proceda quanto prima alla sua realizzazione. Si tratta di un'infrastruttura di cui l'intero sistema produttivo che ruota intorno al comparto agroalimentare avverte a tempo la mancanza, alla quale si è finora sopperito con la buona volontà ma con molta fatica. Poter disporre di un'infrastruttura come la piattaforma logistica sarebbe un vantaggio enorme per l'intero sistema d'impresa, e darebbe impulso alla capacità di esportazione delle nostre aziende, ancora troppo frenate su questo versante della commercializzazione».  Legacoop, fra l'altro, oltre ad essere interessata allo sviluppo della piattaforma agroalimentare a servizio del tessuto economico provinciale, «è disponibile a ragionare su un intervento diretto del sistema cooperativo nella fase della realizzazione e della gestione. E per questo chiederà un incontro formale alle istituzioni locali per un primo confronto».  Considerata l'importanza di questa infrastruttura, infine spiega Terribile «rimaniamo stupiti dell'interventismo di certi professionisti della firma dell'appello contro qualunque iniziativa dai contenuti imprenditoriali, che risiedendo in giro per l'Italia e rappresentando non si sa bene quale interesse generale, rispondono sempre alla chiamata alla sottoscrizione della petizione di turno. Ognuno è libero di sostenere le tesi che vuole, ma riteniamo che l'interesse di chi in questo territorio vive e lavora sia prevalente. Così come riteniamo improprio sostenere che chi vuole investire in Maremma lo faccia senza porsi il problema della tutela ambientale, che non è un'esclusiva soggetta a copyright».

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