Sicurezza
Esce dal carcere l'albergatore di Marsiliana
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AI DOMICILIARI. Di Giovanni Accusato di tentato omicidio per lo sparo alla figlia. Il giudice: obbligo di dimora
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SEGGIANO. Dopo 51 giorni, finisce il carcere per Francesco Di Giovanni, il 56enne palermitano arrestato con l'accusa di tentato omicidio per la sparatoria del 7 giugno scorso in cui rimase ferita la figlia tredicenne. Il gip Marco Mezzaluna ha accolto la nuova istanza dell'avvocato Tania Amarugi, presentata subito dopo che il sostituto procuratore Maria Navarro (che ha dato parere favorevole alla scarcerazione) aveva disposto il dissequestro dell'hotel Parco dei Faggi, a Marsiliana di Seggiano, in cui i Ris avevano completato i rilievi balistici. Anzi, ha ulteriormente ridotto le cautele: il difensore aveva sollecitato i domiciliari nell'albergo, il giudice ha disposto il semplice obbligo di dimora. Di Giovanni dovrà comunicare ai carabinieri il luogo dove prenderà alloggio - l'albergo, appunto - e non dovrà allontanarsi dal Comune di Seggiano. E non potrà uscire dalle 22 alle 6. Il provvedimento è efficace dalla tarda mattina di ieri ma è verosimile che l'indagato possa raggiungere Seggiano soltanto oggi: è detenuto a Pisa, dove è stato posto per gravi motivi di salute. Ma la malattia, che pure a detta del difensore ha fatto registrare un aggravamento, non ha costituito motivo di attenuazione: hanno pesato invece i giorni trascorsi in carcere, che secondo il giudice hanno svolto una funzione deterrente, e il fatto che moglie e figlia si sono trasferiti in Sicilia. Soddisfatta l'avvocato Amarugi, che più volte aveva sollecitato la scarcerazione per consentire al proprio assistito anche di essere meglio curato. Di Giovanni può tornare nell'albergo che aveva preso in gestione (la proprietà è della curatela fallimentare Si.Pa. Alberghi) e ricominciare un'attività imprenditoriale che gli consenta di garantirsi i mezzi di sussistenza. Il giudice ha ammonito l'indagato: qualora non dovesse rispettare gli obblighi imposti, questi sarà sottoposto a una misura cautelare più grave. P.S.
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