Il dolore
Serve il fisico ma contano anche studio e passione
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GROSSETO. Non solo muscoli e fiato. Per diventare bagnini servono studio e passione. Lo spiega Benito Bromo, fiduciario regionale e provinciale della Federazione italiana nuoto, sezione salvamento, una delle associazioni che organizza corsi per bagnini. «I corsi - spiega - durano due o tre mesi. Per iscriversi servono visus di 8 decimi, sana e robusta costituzione, adeguata funzionalità dei 4 arti, deficit uditivi non evidenti. La prova di ammissione prevede di percorrere 25 metri a nuoto e saper andare sott'acqua». Tra le materie, protocolli di pronto soccorso Bls (basic life support) e Pbls (pediatric basic life support) tenuti da medici del 118, nozioni di marineria, meteorologia e conoscenza delle ordinanze balneari, con lezioni tenute dalla capitaneria. Oltre alla prova scritta ci sono alcune prove pratiche. Quella di pronto soccorso su manichino (intervenire in caso di arresto cardiaco, colpo di sole, frattura) e quella natatoria (nuotare 100 metri e raggiungere e trasportare un pericolante in tempi stabiliti, scendere a 4 metri di profondità). Per il salvamento in mare serve anche la prova di voga. «Il corso - spiega Bromo - costa 270 euro e il brevetto va rinnovato ogni due anni. Le iscrizioni riaprono a ottobre e c'è anche un progetto con le scuole, in collaborazione con provveditorato, Iti e Comune, che mette a disposizione la piscina. In questo caso gli studenti pagano la metà. I corsi sono frequentatissimi anche se lo stipendio dei bagnini è del tutto inadeguato per le responsabilità che hanno». F.F.
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