Il Tirreno

Grosseto

Il Comune gli deve 400mila euro

Il legale di Capalbio «Parcelle trasparenti»

Federico Lazzotti
<b>IN POLEMICA.</b> A destra l&#146;avvocato Nicola Tamburro, accanto il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori
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IN POLEMICA. A destra l’avvocato Nicola Tamburro, accanto il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori

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 CAPALBIO. Parla di «strumentalizzazione» e «ignoranza» del sindaco Luigi Bellumori e ribadisce che ci sarà una riduzione della parcella «quando l'amministrazione riconoscerà la correttezza del suo operato» nelle pratiche in cui ha rappresentato il Comune. Infine si rivolge anche al Consiglio dell'Ordine per eventuali danni d'immagine. L'avvocato Nicola Tamburro e il suo onorario sono i presunti responsabili dei guai finanziari che il Comune di Capalbio - secondo il sindaco - sta attraversando. Tanto da far pensare alla giunta di inserire una tassa una tantum per rientrare dei debiti. Secondo Bellumori, infatti, le parcelle dell'avvocato che si è occupato di rappresentare il Comune nei ricorsi al Tar contro la trasformazione terreni e annessi agricoli in abitazioni in seguito al piano strutturale, si sarebbero gonfiate rispetto a quanto pattuito nella delibera di giunta firmata dal sindaco precedete, Lidia Biagi, fino a raggiungere «i 400 mila euro, duecento dei quali sarebbero senza copertura a bilancio».  «Quanto al compenso richiesto per alcuni ricorsi tutti uguali che il sindaco afferma essere diventato "quindici volte tanto", va considerato - spiega il legale - che si trattava di un impegno iniziale limitato a mille euro, proprio per carenza di fondi, ma la spesa avrebbe dovuto essere aggiornata nel corso dell'espletamento dell'incarico. Anche perché i ricorrenti hanno impugnato con nuovi ricorsi la disciplina del Piano strutturale nonché i provvedimenti di autotutela, che anche su mio suggerimento, ha dovuto assumere per non rischiare conseguenze per dipendenti e amministratori che hanno avallato la validità e l'efficacia del provvedimento».  Nello specifico, l'avvocato sottolinea come «la mia notula sia stata redatta per ogni procedura in maniera unitaria, nel rispetto dei principi che disciplinano l'attività professionale. -Inoltre - prosegue - il sindaco ha del tutto sorvolato sulla mia qualità e professionalità. Non solo nella mera rappresentanza processuale sulla verifica di tutti gli atti riguardanti le procedure e le istanze avanzate dai ricorrenti». Il Comune quando parla di conti gonfiati fa l'esempio della delibera del 31 dicembre 2008 quando la precedente giunta e il legale pattuirono per undici pratiche la cifra complessiva di 16.500 euro mentre si sono visti presentare un conto quattro volte maggiore.  «Il sindaco - spiega Tamburro - mi ha chiesto solo di quantificare le spese legali maturate e si dichiarava disposto a pagare 5mila euro per ricorso. Tutto senza chiedere il mio parere». In ogni caso «6.255 euro a causa rispetta la tariffa professionale».  Poi c'è la questione del risarcimento in seguito alla sentenza Decor che obbliga i costruttori a risarcire gli abusi. Si parla di entrate che potrebbero raggiungere un milione e mezzo di euro, molto di più rispetto all'attuale debito del Comune. Ma il sindaco Bellumori è scettico sui tempi di riscossione visto che gli interessati «possono ricorrere al consiglio di stato oppure rinunciare alla sanatoria straordinaria».

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