Il Tirreno

Grosseto

Calici alzati per i cinquant'anni di Capalbio

<b>FUOCHI D&#146;ARTIFICIO.</b> Per festeggiare i 50 anni del Comune
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FUOCHI D’ARTIFICIO. Per festeggiare i 50 anni del Comune

Tanti i politici, in piazza anche il doppiatore di Robert De Niro

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 CAPALBIO. Doveva essere la festa di tutti. E così è stata. I cinquant'anni di vita amministrativa del Comune di Capalbio hanno catapultato in piazza dei Pini autorità, ex sindaci, cittadini, turisti, curiosi. Guidata dal giornalista Andrea Purgatori e organizzata da Andrea Zagami dell'agenzia di comunicazione ZigZag, la serata di lunedì ha unito antagonisti politici attuali e non, mentre sullo schermo scorrevano le immagini del paese tra più flashback: gli anni antecedenti all'autonomia da Orbetello, la sfilata delle vecchie e nuove generazioni, il tutto cullato dal suono di un pianoforte e dalla splendida "Wishlist" dei Pearl Jam. Su un lato della piazza il cordone degli sbandieratori che ha salutato i protagonisti di un appuntamento tanto atteso. Luigi Bellumori, dodicesimo sindaco del Comune, visibilmente emozionato, ha commentato: «Questa ricorrenza è un'occasione importante. L'attenzione che in questi anni ci hanno rivolto i media si è trasformata in uno sprone per fare sempre meglio. Con orgoglio e commozione le giovani generazioni stanno interpretando quello spirito di conservazione del territorio tramandato da chi ci ha e li ha preceduti. Viva i 50 anni, viva Capalbio». Tra le personalità presenti il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, il questore Michele La Ratta, il presidente della Provincia Leonardo Marras, l'assessore regionale all'Ambiente Annarita Bramerini, il presidente della banca Costa D'Argento Credito Cooperativo di Capalbio Fernando Antonio Andreini. Uno dei momenti più toccanti è stato quando Stefano De Sando (famoso doppiatore italiano e voce di Robert De Niro) ha interpretato la lettera scritta da Carlo Giordano, medico chirurgo di Capalbio dal 1939 al 1982, anno della sua morte. Giordano lesse quella lettera il 20 maggio 1978, nella chiesa del paese, in occasione della consegna da parte della comunità di una targa d'oro a titolo di riconoscimento per il suo impegno nella propria professione. «Il sole è tramontato - ha letto De Sando - ma la sera non è buia quando nel cuore c'è amore e riconoscenza» e poi «non so se questo può chiamarsi il mio testamento, perché non ho nulla da lasciarvi, ma io vorrei che in ciascuno di voi nascesse quella pace che io ho raggiunta col vostro aiuto. Seminate affetto nelle vostre case, nelle vostre officine, nei vostri campi, nelle vostre scuole, nei vostri uffici, nei vostri divertimenti, nei vostri partiti e vedrete quanto vi sarà facile costruire e costruire bene». Ricordati uno per uno i componenti dei consigli comunali, i segretari comunali e i dipendenti dell'Ente d'oggi e del passato. Infine, sono stati consegnati gli attestati ai familiari dei sindaci che non ci sono più e agli ex primi cittadini ancora in vita. C.B.

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