Il Tirreno

Grosseto

LA REPLICA DELL’ASSESSORE

«Abbiamo solo anticipato, recupereremo il dovuto dai frontisti»

<b>ASSESSORE </b>Giuseppe Monaci
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ASSESSORE Giuseppe Monaci

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 GROSSETO. Doppia risposta di chiarimento sulla vicenda della strada delle Campore sollevata dall'ex consigliere del Costravi Antonio Carlotta. La prima arriva dall'assessore all'ambiente, Giuseppe Monaci. «Il Comune - spiega l'assessore - non ha speso un centesimo più del dovuto, ha solo anticipato l'intera cifra come è prassi da sempre, e provvederà a recuperare la metà della spesa dai frontisti».  Anche sull'ordinanza comunale che ha imposto al consorzio di eseguire i lavori e che Carlotta ritiene quanto meno poco ortodossa, la risposta è chiara.  «Quella strada, che è aperta al pubblico transito, era in condizioni pericolose - spiega ancora Monaci - e il Comune ha il dovere di intervenire nei casi di pubblica utilità. L'unica altra alternativa era di chiuderla al traffico, ma non si possono tagliare fuori casa trenta persone. In più, l'entità del lavoro da eseguire in questo caso era di modeste dimensioni».  Da qui la decisione di affidare, tramite una ordinanza, i lavori al consorzio che ha procedure più rapide di intervento nei casi in cui i costi della manutenzione siano sotto i quarantamila euro.  Su come sono andate le cose in casa Costravi le puntualizzazioni le fa il presidente Riccardo Tinacci.  «È vero che l'ordinanza comunale che imponeva al Costravi di intervenire all'inizio è apparsa discutibile a tutti i consiglieri - spiega Tinacci - ma alla fine anche il nostro avvocato, pur riconoscendo qualche sbavatura, consigliò di eseguire quanto chiesto dal Comune. Abbiamo dedicato tre sedute alla questione e la procedura, alla fine, è stata regolare perché il Comune ha coperto l'intero costo senza far spendere niente al Costravi che, dunque, ha fatto solo da braccio operativo. E se è vero che le Campore non è ancora nel consorzio, abbiamo avviato le procedure per la sua iscrizione».  Sulle modalità dell'allontanamento di Carlotta dal cda del consorzio, Tinacci aggiunge. «Escludere un membro del cda è una cosa grave ma non antidemocratica. Quattro consiglieri hanno scritto chiedendo il suo allontanamento perché esasperati dalle continue interruzioni dei lavori provocate dalle sue obiezioni su tutto. Non ultimo, l'aver portato di sua iniziativa alla Corte dei conti una documentazione sui compensi del segretario, a suo dire lievitati rispetto alla precedente amministrazione del consorzio. In realtà, il nuovo segretario percepisce tredicimila e 600 euro lordi all'anno - si badi bene, queste sono le cifre - invece di cinquemila perché lavora il doppio delle ore. Come prevede lo statuto, la decisione è stata messa al voto non del consiglio di amministrazione, bensì dell'assemblea dei soci, formata dai rappresentanti di ciascuna delle cinquanta strade consorziate e loro hanno deciso».  Esiste infine, assicura infine il presidente Tinacci, «una fitta corrispondenza nella quale a Carlotta sono date tutte le risposte alle sue domande». F.F.

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