La manifestazione
Sì al consiglio comunale aperto
Tania Amarugi plaude alla proposta dei 5 consiglieri Pd
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GROSSETO. Il futuro della biblioteca comunale continua a essere al centro del dibattito. Il sasso lanciato dall'architetto Roberto Aureli, che ne invoca il ritorno nella storica sede di via Mazzini, ha sortito quantomeno un effetto: quello di spingere tanti a prendere posizione. Primi fra tutti il sindaco Bonifazi e il presidente della Provincia Marras, i quali una settimana fa hanno rotto gli indugi. «La sede definitiva della Chelliana - hanno tagliato corto Marras e Bonifazi - sarà in una biblioteca tutta nuova da costruire alla cittadella dello studente». La mossa, inattesa, ha sparigliato le carte e inevitabilmente attratto nella discussione anche la politica. Da una parte l'opposizione consiliare trasversalmente compatta nel criticare contenuti e modalità della decisione. Al Pdl si sono aggiunte le voci del Pdci e di Tania Amarugi (Movimento Bene Comune), che hanno puntato il dito - oltreché contro l'addio a via Mazzini - anche su una scelta mai discussa in sedi istituzionali come il consiglio comunale. Proprio l'idea di convocare un consiglio comunale aperto è stata lanciata ieri da cinque consiglieri del Pd. Non per discutere sulla collocazione della Chelliana - che i cinque del Pd condividono alla cittadella - ma per avviare un confronto con la cittadinanza sul disegno futuro dell'intero centro storico. Argomento, questo, sul quale anche all'interno del Pd si registrano malumori nei confronti di un presunto "decisionismo solitario" del sindaco. L'idea del consiglio aperto, in ogni caso, piace molto proprio a Tania Amarugi: «Condivido - commenta oggi la consigliera dell'Mbc - le chiare sollecitazioni a un dialogo costruttivo, serio e autentico. Chi coltiva monologhi non è un amministratore in grado di affrontare e guidare i processi di governance a cui i cittadini elettori lo hanno delegato». Tirata la stoccata a Bonifazi, la Amarugi ribadisce che avrebbe preferito discutere anche della Chelliana. Dopodiché tende la mano, dichiarandosi «disponibile a costruire assieme il percorso più opportuno per un dibattito ampio e franco in consiglio comunale», meglio se "aperto". E per questo, annuncia, «mi attiverò subito per fornire ai consiglieri a quanti me ne faranno richiesta la copia» di alcuni atti sui futuri assetti della città e del Progetto antidegrado della città di Grosseto dell'Mbc, nella cui redazione la stessa Amarugi è stata parte attiva. «Un contributo - conclude la Amarugi - che intendo dare non con la pretesa di offrire la soluzione, bensì di favorire quella comunicazione con gli altri, per riscoprire tutti di essere stati eletti amministratori "con" e non "per" gli altri. Abolendo così la nozione e il concetto di straniero, cioè di colui che è al di fuori perché opera con sentimento di separazione tra governanti e governati».
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