Attenzione
Il sarcofago di Ildebranda illuminato dalla luce della luna
Il sepolcro più famoso del comprensorio, la tomba Ildebranda, è interessata da fenomeni solari e lunari eccezionali che inducono a scartare il caso.
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SOVANA. Che le antiche civiltà avessero un rapporto privilegiato con la volta celeste, è indiscutibile. Ma ciò che ha scoperto Marcello Giusti, appassionato e studioso di archeoastronomia è suggestivo: il sepolcro più famoso del comprensorio, la tomba Ildebranda, è interessata da fenomeni solari e lunari eccezionali che inducono a scartare il caso.
«In questi giorni, durante il lunistizio minore - spiega Giusti- dopo le ore 21, la luce lunare penetra dentro la tomba di Ildebranda all'altezza del lettino dove era deposto il defunto e, procedendo da sinistra verso destra si sposta fin dove poggiava la testa, trasformandosi in una specie di lama sottile». Ma questi fenomeni luminosi, studiati e voluti dagli Etruschi, vanno ben oltre. «Durante il lunistizio maggiore la luce lunare delimita la porta del sepolcro; poi entra in gioco la luce solare con i solstizi e gli equinozi.
Al solstizio d'inverno il sole penetra nella parete di fondo della tomba, provocando gli stessi effetti del lunistizio minore; al solstizio estivo la luce solare delimita con l'ingresso; agli equinozi la luce divide a metà il vano".
«In questi giorni, durante il lunistizio minore - spiega Giusti- dopo le ore 21, la luce lunare penetra dentro la tomba di Ildebranda all'altezza del lettino dove era deposto il defunto e, procedendo da sinistra verso destra si sposta fin dove poggiava la testa, trasformandosi in una specie di lama sottile». Ma questi fenomeni luminosi, studiati e voluti dagli Etruschi, vanno ben oltre. «Durante il lunistizio maggiore la luce lunare delimita la porta del sepolcro; poi entra in gioco la luce solare con i solstizi e gli equinozi.
Al solstizio d'inverno il sole penetra nella parete di fondo della tomba, provocando gli stessi effetti del lunistizio minore; al solstizio estivo la luce solare delimita con l'ingresso; agli equinozi la luce divide a metà il vano".
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