La manifestazione
Spese legali, Capalbio rischia il crac
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CAPALBIO. Una veduta e il sindaco Luigi Bellumori Chiesti dall'avvocato compensi anche dieci volte superiori ai preventivi
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CAPALBIO. Un piccolo terremoto finanziario rischia di dissestare il bilancio del comune di Capalbio. A causarlo, si fa per dire, sono le spese legali per la difesa al Tar contro le decine di capalbiesi e non, che si erano visti negare il permesso di costruire nel territorio aperto. La querelle risale a qualche anno fa quando la giunta presieduta dall'allora sindaco Biagi adottò un provvedimento per limitare case e annessi in campagna; nella maglia, tesa all'ultimo minuto, caddero un po' tutti: agricoltori che da anni aspettavano di costruirsi la casa e possidenti che, a suon di centinaia di migliaia di euro, si erano procurati i terreni. Fino a qui tutto normale. Solo che il Tar annullò la variante approvata in corsa dalla giunta Biagi, così come le regole troppo restrittive calate dentro il piano strutturale. Per cui, qualcuno le case le potrà fare, altri no, altri ancora solo gli annessi. Un pareggio nella sostanza. Ma al "nì" del Tar alle costruzioni in campagna, sono seguiti i conti. Le sentenze hanno imposto alle parti di pagare ognuno il proprio avvocato. E per il comune sono sorti i problemi. L'avvocato, all'epoca designato dall'ex sindaco Lucia Biagi, che della battaglia contro i "pmaa" (lo strumento voluto dalla Regione per costruire in campagna) aveva fatto una crociata, ha mandato al sindaco Bellumori i propri conti. Solo che la differenza tra quanto impegnato dalla giunta Biagi e quanto richiesto dal professionista è esorbitante, e non trova copertura nel bilancio del Comune. Pare anche che, in talune vertenze, dove i ricorsi erano tutti uguali, l'avvocato avesse offerto di difendere il Comune a mille euro a pratica; oggi però vuole quindici volte tanto. In altri casi il Comune aveva fatto un impegno in via presuntiva, senza preoccuparsi di adeguarlo nel tempo. Insomma, il caos. La giunta, ricevuti i conti, ha approvato un atto di indirizzo, dove dettaglia come procedere e, per il futuro, impone ai legali la sottoscrizione di una convenzione in cui preventivare i costi. Ora la parola passerà all'avvocato, che pare non ne voglia sapere di riconoscere il pareggio. Il sindaco Bellumori, che nella campagna elettorale aveva puntato più volte il dito contro la sua avversaria, accusandola di spendere troppo per i legali, non nasconde la preoccupazione. «Stiamo cercando di gestire la questione - risponde - ma i conti sono alti e gli impegni di spesa non li coprono; se l'avvocato non aderirà all'invito della giunta, rischiamo il dissesto finanziario». Incalzato, Bellumori infine esplode: «L'opposizione mi ha sempre accusato di cercare il dialogo invece di fare la guerra; questo è il risultato del muro a muro. Decine di migliaia di euro di spese, con il risultato che il Tar ci impone di riscrivere il piano strutturale e riesaminare tutti i "pmaa" per autorizzare le case e gli annessi che le persone avevano diritto a fare. Ora basta, le risorse del Comune servono a governare la crescita del territorio, non per fare la guerra ai cittadini». (g.f.)
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