Attenzione
Poche armi per la difesa
Basta avere il numero sull'elenco e si viene assaliti da offerte di ogni tipo. Anche indecenti
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Chi ha nome e cognome sull'elenco telefonico può vedersi recapitare offerte commerciali nella cassetta della posta in qualunque momento. I dati sono pubblici e l'operazione è legale. Se a volte può far comodo, quando diventa fastidioso basta scrivere al mittente per chiedere che smetta di inviare posta e questi ha l'obbligo di ubbidire. Tutto regolare anche quando si dà esplicitamente il consenso a farsi mandare pubblicità a casa. È il caso, ad esempio, di chi prende la tessera sconto di un supermercato, lascia nome, cognome e indirizzo per ricevere proposte commerciali. «Diverso - spiega Marco Festelli di Confconsumatori (nella foto) - è quando ci arriva pubblicità anche se i nostri dati non sono pubblici. In questo caso si può chiedere dove sono stati presi e segnalare l'episodio al garante per le comunicazioni». «Non è un caso - spiegano alla polizia postale - che nell'offerta in questione manchino riferimenti al costo del corso. In questo caso siamo sul filo della legalità. Ad ogni modo, se ci sono gli estremi, si può fare una denuncia per illecito trattamento di dati personali. È comunque buona norma essere prudenti a fornire i propri dati». Attenzione anche quando si accetta di partecipare a un corso. «Non mi riferisco a questo caso - spiega Festelli - ma chi si iscrive a un corso professionale perde la qualifica di consumatore ed è considerato professionista. E se scopre che il corso è una truffa, ha pochi appigli per tutelarsi». F.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
