La manifestazione
«Infondate le critiche alla sagra»
Paolo Mastracca
Dura presa di posizione dell'Us Albinia dopo le proteste dei ristoratori: «La facciamo da 40 anni e portiamo per tutto l'anno gente in paese»
2 MINUTI DI LETTURA
ALBINIA. Il dibattito sulle sagre è animato dall'intervento della Us Albinia che da 39 anni organizza la sagra della gastronomia. I toni morbidi nella forma sono ruvidi nella sostanza. La società del presidente Carlo Vaselli afferma che «il problema vero è verificare la legittimità del soggetto che organizza la sagra». L'Albinia sottolinea che «nella nostra attività forniamo gratuitamente logistica, assistenza con tecnici qualificati e materiale sportivo a 200 calciatori, e provvediamo a nostre spese alla manutenzione e custodia del campo sportivo. Questa è la legittimazione dell'Albinia ad effettuare la sagra». Dopo questa premessa la società rossoblù analizza le lamentele che arrivano dai commercianti della ristorazione, definite «poco credibili in quanto generiche e talvolta infondate, perché si spara nel mucchio senza indicare dove sono gli abusi, che noi riconosciamo esserci, come le sagre del fine settimana o quelle organizzate da associazioni sportive esistenti solo sulla carta. Nessuno però evidenzia i ritorni economici che si ottengono dal fatto che durante l'anno le squadre ed i tifosi al seguito mangiano nei ristoranti di Albinia e dintorni, ed una buona parte giungono il giorno precedente la partita e quindi cenano e pernottano in zona». E poi i controlli sanitari: «ce ne sono, scrupolosi e giusti nell'interesse dei consumatori. Speriamo che avvengano anche nei ristoranti, pure in quelli dei campeggi dove gli avventori esterni non potrebbero consumare e nessuno dice niente. Come nessuno dice che molti ristoratori sono improvvisati e spennano i poveri turisti». A questo punto si entra nel merito della questione in ambito locale, con il regolamento sulle sagre introdotto da alcuni anni a Orbetello: «È giusto nell'idea applicato in maniera del tutto sbagliata perché si dovevano premiare le associazioni sportive le cui sagre, per anzianità e tradizione, dovevano essere considerate di prima fascia. E' successo invece che, chi faceva come noi 20/22 giorni di sagra è stato relegato a 15 giorni al pari di sagre nate molto più recentemente e portate avanti da società sportive con attività inferiore alla nostra. Ci siamo dovuti adeguare. E per il menù il regolamento non ha tenuto conto dei piatti che si sono tradizionalmente tramandati dal 1972». A chiudere alcune riflessioni. «Il calcio in oltre cinquanta anni di attività ha contribuito a far conoscere ed apprezzare Albinia in ogni parte della Toscana. E poi i turisti girano tutte le sagre come se fosse un rito, apprezzandone qualità e comodità, basti pensare che chiunque può portare con sé il cane senza alcuna problematica. Troppo spesso si disprezza che si impegna in questo tipo di volontariato con passione e capacità, dando ai giovani un'opportunità importante che segna positivamente la loro vita, a prescindere dal risultato sportivo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google