Il Tirreno

Grosseto

Ciro sopravvive on-line Dal tramonto all'alba i messaggi degli amici

Federico Lazzotti
<strong>IL RICORDO </strong>Ciro Cosmo nella foto grande In alto il profilo di Facebook Sotto un’immagine dell’ incidente
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IL RICORDO Ciro Cosmo nella foto grande In alto il profilo di Facebook Sotto un’immagine dell’ incidente

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GROSSETO. Ogni sera, da quando Ciro Black si è spento, Matteo gli dà la buona notte, come se si fossero appena salutati: «Dormi bene campione», scriveva giovedì, «Notte bello», è il messaggio del giorno successivo sempre intorno alla mezzanotte. Ieri il buongiorno a Ciro lo ha dato Samantha: «Buonday piccolino, manchi tu». Per il resto della giornata è un susseguirsi di messaggi. 

Martina, Rossana e Carlotta, ad esempio, disegnano cuori, Francesca scrive frasi d'amore: «Amore mio, sempre dentro di me». È il confine ultimo nell'elaborazione del lutto: tenere in vita chi se n'è andato per restargli vicino nel mondo di Facebook. Così c'è chi si appoggia al muro virtuale del dolore e ricorda, chi impreca, chi proprio non si dà pace.

Ci sono quelli che vogliono organizzare una raccolta fondi per un'adozione a distanza: «Abbiamo iniziato al funerale, dobbiamo continuare». Chi butta l'idea di una festa: «La mamma non vuole», dice Nunzia.  Ciro Cosmo se n'è andato senza riuscire ad attraversare l'adolescenza e una carreggiata che lo avrebbe portato dai suoi genitori che lo aspettavano svegli a casa nel loro podere in località Lagacciolo.

È morto la notte del 13 luglio in sella al motorino, appena comprato, regalo di una promozione sudata all'istituto commerciale. È stato tamponato da una macchina con una coppia a bordo prima di morire qualche ora più tardi all'ospedale di Siena. I suoi amici hanno pianto insieme ai parenti due giorni dopo la tragedia nel cortile della chiesa di Roselle che lo stesso Ciro aveva costruito per dare un po' di fresco agli ospiti.

Rose bianche e una promessa sotto quella tettoia di legno: «Non ti scorderemo e cammineremo sulla strada che hai tracciato», ripeteva Don Paolo dall'altare.  L'ultima lacrima del dolore, adesso, sopravvive sulla sua bacheca di Facebook dove da dieci giorni gli amici lo cercano per un saluto e trovando il muso di Ringo, il cane che Ciro Black aveva scelto come foto del suo profilo.

Così Simone ripensa a quella volta in cui l'amico gli ha regalato una bottiglia di candeggina «perché la mia donna era un cesso». Chiara canta Guccini e una morte lungo la strada: «Non lo sapevi che c'era la morte, quel giorno che ti aspettava, quando si è giovani è strano poter pensare che la nostra sorte, venga e ci prenda per mano». Marco, invece, lascia un verso della Bibbia: «La tua bella giovinezza fu infranta quando tutto ti sorrideva». Oltre alle parole ci sono le immagini che dal giorno della tragedia sono state inserite sulla bacheca. È un collage della sua vita. Mary in tre scatti racconta una serata in centro.

Leonardo lo porta sulle spalle mentre lui fa il segno della vittoria. Nella foto di Virginia è in guardia durante una seduta d'allenamento di arti marziali, l'altra grande passione.  Adesso il muro virtuale del pianto sta per crollare. La polizia su richiesta della famiglia, ha già inviato ai gestori del sito la richiesta di chiusura del profilo. E per ricordarlo, «non resterà che portargli un fiore al cimitero», come hanno già fatto in tanti.

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