Attenzione
Papa non dice dove la vuole
Roberto Aureli
1 MINUTI DI LETTURA
Ho sollecitato proprio io, da molti mesi, l'intervento autorevole del Cedav sul trasferimento della Chelliana perché ritengo il tema di assoluto valore culturale. Non mi aspettavo però che il direttore Mauro Papa si arrampicasse in distingui accademici sul pensiero di Bianciardi, peraltro stimolanti, dimenticando però di esprimere un parere sull'ipotesi di trasferimento. Credo che i lauti compensi percepiti comprendano anche oggettive assunzioni di responsabilità. Fuorviare il ragionamento su aspetti non attinenti al tema presuppone almeno due ipotesi: la prima che vede la totale disconoscenza del progetto architettonico e di allestimento di cui si parla, la seconda che introduce la nota strategia del "parlare, parlare" per confondere gli interlocutori. In sintesi se il suo intervento non è da diretta bocciatura e senz'altro da "recupero a settembre". Al contrario mi piacerebbe incontrarlo per spiegare meglio gli aspetti qualitativi dell'intervento sul vecchio palazzo Mensini che ha ospitato per decenni la Chelliana, far comprendere quanto le proposte progettuali siano in sintonia con i più moderni criteri di biblioteconomia e soprattutto quanto l'edificio sarà aperto a tutti, ipovedenti, disabili, bambini e lettori da 1 a 99 anni ed anche "ai forestieri".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google