Sicurezza
Il rapporto sarà presentato al ministro, salvi metà degli aeroporti
Grosseto nella lista nera Enac Scalo civile a rischio chiusura
Francesca Ferri
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GROSSETO. L'aeroporto Baccarini è a rischio chiusura. Anche lo scalo civile di Grosseto è nella lista nera dell'Enac, ente nazionale dell'aviazione civile, che ha appena trasmesso al ministero delle infrastrutture il Rapporto sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano. Il Rapporto, realizzato da One Work, Kpmg e Norisma, influirà non poco sul futuro degli scali italiani perché sarà la base di partenza della programmazione degli aeroporti da qui a vent'anni, stabilita nell'atteso Piano aeroportuale nazionale. L'indiscrezione trapela dalle pagine de Il Sole 24 Ore. Il messaggio che Enac lancia al ministro Matteoli, titolare del dicastero delle infrastrutture, è chiaro: stop agli aeroporti ogni due passi e alle insistenze degli enti locali che vorrebbero ciascuno una pista di decollo e atterraggio dietro casa. Nel dettaglio, Enac individua 14 scali "strategici" (tra i quali i tre gate intercontinentali di Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia) e altri dieci considerati recuperabili perché risultati primaria "riserva di capacità del sistema". Fra questi, non lontano da Grosseto, c'è il nuovo scalo di Viterbo destinato ai voli low cost ma ancora da costruire. A fronte dei 24 aeroporti confermati, l'Enac consiglia di tagliare i restanti 24 scali italiani. Secondo lo studio i motivi della cura dimagrante sono due: pochi passeggeri oppure vincoli infrastrutturali insuperabili. Sotto la mannaia cadrebbe appunto il Baccarini con soli 4mila e 900 passeggeri registrati nel 2009 (dati Enac) ma - se può consolare - sarebbe in buona compagnia. A rischio ci sono anche scali ben più illustri, come Ciampino, e due "vicini di casa": Siena e l'aeroporto di Marina di Campo all'Elba. Sempre in Toscana, tutt'altra prospettiva si profila per i gate di Firenze e Pisa, ritenuti entrambi strategici con il loro bacino di passeggeri di oltre 5 milioni e 700mila unità. Per i grossetani che dovranno prendere l'aereo, insomma, gli scali a portata di mano sarebbero Pisa e Fiumicino, oltre al già citato, aeroporto di Viterbo. Il rapporto, spiega il quotidiano finanziario, è il primo a dire chiaramente cosa serve al sistema aeroportuale italiano per non perdere il passo con il resto del mondo. La prima cosa è porre un freno alla proliferazione di scali, quindi concentrare voli e passeggeri sui tre aeroporti maggiori e migliorarne le infrastrutture in vista dell'aumento di traffico previsto per il 2030. Infine, rendere accessibili gli scali grazie a una rete di strade e ferrovie. L'obiettivo è di evitare sprechi di denaro pubblico in aeroporti mal collegati e poco frequentati.
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