Finanza
A 100 all'ora sulla provinciale
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LA VITTIMA. Emo Radi Morì un uomo, patteggia 10 mesi di pena
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GAVORRANO. Una frenata lunga 40 metri. Che non evitò lo schianto frontale tra la Fiat Panda, guidata da Emo Radi e la Volkswagen Polo, al cui volante c'era Fabio Santoni. Radi morì sul colpo, Santoni ha patteggiato dieci mesi di reclusione con la sospensione condizionale. Emo Radi, a novembre del 2008, fu centrato in pieno dall'auto guidata da Fabio Santoni, 57 anni di Massa Marittima. Morì sul colpo. La dinamica dell'incidente fu subito abbastanza chiara. Radi, con la sua Fiat Panda, stava svoltando a sinistra. Era sulla provinciale 17 della Castellaccia, stava imboccando una strada sterrata che porta dritta tra i campi. Dal lato opposto arrivò, quella mattina alle 9, la Polo. Ci furono i rilievi della polstrada di Massa Marittima, poi il pm Giuseppe Coniglio nominò un perito, l'ingegner Loreto, che ha stabilito la velocità con la quale Santoni viaggiava su quella strada. Una velocità - secondo la perizia - quasi doppia rispetto a quella indicata dai limiti: 95-100 chilometri orari. Fabio Santoni quindi, ha sostenuto l'accusa, quella mattina non rispettava i limiti. Stava correndo, sulla provinciale 17, tra Giuncarico e Ribolla. E quella frenata, seppur lunga e decisa, non riuscì ad evitare l'impatto. L'uomo, difeso dall'avvocato Davide Botti ha patteggiato una pena di dieci mesi e venti giorni, con sospensione condizionale. Il giudice Pietro Molino ha anche addebitato a Santoni il pagamento delle spese di costituzione della parte civile. Mille euro. Oltre alla sospensione della patente per sei mesi.
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