Il Tirreno

Grosseto

Nuovi assalti alle greggi In 15 giorni 5 attacchi rabbia a Semproniano

Fiora Bonelli
Nuovi assalti alle greggi In 15 giorni 5 attacchi rabbia a Semproniano

Strage nell'allevamento di un consigliere comunale Il sindaco: «Provincia e Regione intervengano»

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 SEMPRONIANO. Ennesimo attacco di predatori a un gregge di Semproniano, dove negli ultimi quindici giorni si sono verificati come minimo cinque attacchi alle pecore degli allevatori della zona. Senza contare i casi che neppure vengono denunciati per evitare le rogne e le spese dello smaltimento delle carcasse.  Tutto a carico dei pastori che adesso proprio non ne possono più e che con l'amministrazione comunale chiedono a Comunità montana, Provincia e Regione che si faccia chiarezza sulla questione predatori, per capire come può fare un allevatore che si vede distruggere il gregge a limitare i gravissimi danni economici.  L'ultimo caso, di martedì, è toccato alle pecore di un consigliere comunale di Semproniano, Rino Caesi, nell'azienda della Marrucchina. Qui un predatore (poco importa, a questo punto, sapere se sia stato o no un lupo o un cane inselvatichito) gli ha sgozzato cinque pecore, a poche decine di metri dalla stalla e altre le ha lasciate con la trachea rovinata e la gola sbranata, tanto che lo stesso veterinario ha detto che sarà difficile che sopravvivano.  Per ritrovare e radunare le altre pecore, sbrancate dal predatore, ci è voluto un giorno intero. A Catabbio, sempre nel comune di Semproniano, due contadini che stavano pressando la paglia, sostengono di aver visto un lupo aggirarsi nella zona. «Bisogna uscire allo scoperto, commenta e chiede il sindaco di Semproniano Gianni Bellini, vogliamo un abboccamento chiarificatore con Comunità montana, Provincia e Regione. È l'ora, anche perchè Semproniano che non è nell'elenco dei comuni svantaggiati, non ha, per questa ragione, diritto a nessun indennizzo».  Intanto pare che la Regione Toscana abbia qualche tempo fa, fornito a Semproniano una sorta di frigorifero, dove depositare le carcasse degli animali morti, per analizzarli. Infatti dalla tipologia di morso si dovrebbe capire se si tratta davvero di lupi o no. Ma tutto questo, sebbene utile, ha tempi lunghi e non è di aiuto immediato per quegli allevatori che giorno dopo giorno si vedono decimati i greggi. C'è un pastore che a Cellena, sempre a Semproniano, nell'arco di pochissimi mesi ha perso una ventina di pecore. E la perdita secca di un capo si assomma, poi, alla perdita di latte (le pecore, terrorizzate dagli attacchi smettono di produrne) e alle spese per incenerire il bestiame ucciso.  «Un mancato reddito, conclude Bellini, che non sappiamo come fare a sostenere in qualche modo, mentre vediamo aziende floride sminuire la loro capacità produttiva sempre di più».

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di Redazione web