Sicurezza
La Regione stanzia fondi e annuncia un tavolo permanente
Guerra al killer del castagno Da Firenze importanti novità
2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Importanti novità, e messaggi rassicuranti, dalla giornata informativa su "La lotta biologica al cinipide del castagno" tenutasi martedì scorso a Firenze. Una mattinata che ha visto la presenza di coltivatori di castagno, provenienti dalla Toscana ma anche da altre regioni, ricercatori ed esperti del mondo universitario, degli istituti di ricerca, rappresentanti delle regioni e degli enti locali e del Corpo forestale dello Stato. La Regione Toscana annuncia le sue ultime misure, adottate con delibera della giunta regionale. Sono misure concentrate sul Torymus Sinensis, insetto antagonista del Cinipide, che ha mostrato di combattere efficacemente nelle 5 aree in cui sono stati già effettuati i primi lanci, tra le quali Sorano. L'assessore regionale Salvadori e i tecnici della Regione e dell'Arsia affiancati anche dall'Arpat hanno mandato un messaggio rassicurante alle 8600 aziende che in Toscana si occupano di castanicoltura da frutto. Un patrimonio di grande qualità che vede tra l'altro due Igp, come il marrone del Mugello e quello dell'Amiata. Senza contare i prodotti tradizionali, che ne vedono ben 13, fra i prodotti derivabili dalle castagne, marroni o farine. La delibera della giunta regionale prevede uno stanziamento straordinario di 122 mila euro sul piano di sviluppo rurale per l'anno 2011, la liberazione dell'insetto Torymus Sinensis, antagonista del Cinipide, in 20 località e la creazione di 3 areee di premoltiplicazione dell'insetto, una delle quali a Massa Marittima. I tre centri dovrebbero, in futuro, rendere la Toscana autonoma per la produzione del benefico insetto che combatte efficacemente il Cinipide e che attualmente deve essere acquistato dall'Università di Torino. L'assessore Salvadori ha inoltre accolto la richiesta dei coltivatori di costituire un apposito tavolo dedicato al castagno. «Dobbiamo saper rispondere in maniera concreta alle esigenze delle aziende - ha detto - e per questo chiedo al Corpo Forestale, all'Arpat, all'Università, al Cnr, all'Arsia stessa, di formare un corpo unico con la Regione, perchè in questo modo potremo costituire una barriera contro i parassiti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google