Il Tirreno

Grosseto

Un pizzaiolo dalla doppia vita

Fra.Go.
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SU INTERNET. L’immagine su facebook di Palmyre, a destra Centobuchi

«Se ho fatto qualcosa è perchè ero ubriaco»

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 SCARLINO. Quando i carabinieri sono riusciti a fermarlo, dopo che era scappato da quel parcheggio domenica mattina, Luis Jean François Palmyre ha detto qualcosa. «Se ho fatto qualche errore, l'ho fatto perché avevo bevuto troppo». Una mezza confessione, per gli investigatori che da una settimana lo cercavano. «Mi dispiace», ha aggiunto dopo. Luis Jean François Palmyre è un ragazzo di 29 anni originario delle Mauritius. Incensurato. Nel Golfo c'è arrivato all'inizio di giugno da Palermo, dove vive da anni. Per lavorare, come ha scritto sulla sua bacheca di facebook il 6 giugno. «Ciao a tutti i miei amici che non sono riuscito a salutare, mi mancherete tanto. Finalmente vado a lavorare, si torna a Follonica».  Nella città del Golfo, Jean François aveva infatti trovato lavoro come pizzaiolo in un villaggio turistico. Sul suo profilo, le foto insieme alla sorella, agli amici. Poi un altro post, questa volta del 6 luglio. Cinque giorni prima l'aggressione e lo stupro della diciassettenne. «Ciao a tutti, era tanto che non rientravo su face... adesso sono un po' arrabbiato con una persona che credevo... va be. Ciao a tutti e un saluto speciale alle tre donne che tengo al cuore». Poi, nessun'altra comunicazione.  Qualcosa, nella testa di quel ragazzone della Mauritius che per due sabati di seguito ha seguito o aspettato una ragazzina di appena diciassette anni nel parcheggio di una discoteca deve essere scattato. Ha detto di aver bevuto troppo, ai carabinieri che lo hanno portato in caserma domenica mattina, prima dell'alba.  Ora il perché di quello stupro e di quell'aggressione, consumato in un parcheggio al buio, dovrà spiegarlo ad un giudice. Jean François Palmyre è rinchiuso nel carcere di Grosseto. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio. Ieri, nel carcere di via Saffi, a Palmyre è stata notificata un'altra ordinanza di custodia cautelare. Per stupro, questa volta e per lesioni personali plurime. Per i due reati consumati la settimana prima in quel parcheggio. Due reati che hanno modificato per sempre la vita di una diciassettenne che aveva parcheggiato il motorino vicino ad una discoteca.

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