Il Tirreno

Grosseto

Scherzetto osé alla consigliera

Gabriele Baldanzi
<strong>VITTIMA </strong>La consigliera regionale del Pd Lucia Matergi
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VITTIMA La consigliera regionale del Pd Lucia Matergi

Lucia Matergi vittima di pirataggio della sua posta elettronica

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GROSSETO. «Ciao, ho aperto un mio nuovo sito e ti chiedo gentilmente se puoi venirlo a visitare. Cosi mi aiuti ad aumentare le visite. Per accedere basta che clicchi nel link http://lucia.matergi.it. Grazie e un bacio, Lucia». Dietro al link però non c'erano le pagine web del consigliere regionale Pd. Bensì la piattaforma porno Red Tube. Lucia Matergi (fino a tre mesi fa vicesindaco di Grosseto), ovviamente non c'entra nulla con questo messaggio, partito dal suo indirizzo di posta elettronica martedì 13 luglio alle 22,50 e diffuso ad un mailing di amici, politici e sostenitori, tra i quali sindaco e giunta del capoluogo.  Eppure il "fattaccio", tra telefonate e amichevoli battute, ha tenuto banco per un giorno negli ambienti del centrosinistra. Finché la stessa Matergi, che si era vista autorecapitare un identico messaggio, non ha chiarito quello che tutti - per la verità - avevano subito immaginato, e cioè che il consigliere regionale del Pd era vittima di un Rootkit, il termine che indica questa tipologia di problema, un virus che attacca il sistema del pc condizionandone le attività, a partire dalla posta.  Lucia Matergi, martedì, usando l'indirizzo del marito, ha scritto di nuovo al suo mailing, per precisare: «Salve, è arrivata a tutto il gruppo la seguente mail (...). Naturalmente è arrivata anche a me e mi sono stupita perché io non ho mandato niente. Aprendo poi il link che dovrebbe portare a un mio sito web, mi sono accorta che invece porta a un sito porno o giu di lì. Vi scrivo questo messaggio dalla posta elettronica di mio marito perché il tecnico ipotizza l'esistenza di un virus nel mio computer. Sabato il tecnico cercherà di eliminarlo. Scusate il contrattempo. P.S. Sia detto, tra parentesi, che io non avrei mai scritto di entrare nel mio sito per aumentare il numero dei visitatori... Ciao Lucia Matergi». Stavolta quella vera.  Ma cosa può essere successo al computer della Matergi? Un tecnico ci ha spiegato che è stato quasi sicuramente aggredito da virus informatici che si sono avvantaggiati della possibilità di agire come rootkit all'interno del sistema operativo. In pratica si tratta di cavalli di Troia e altri programmi maligni in grado di ottenere il controllo di un computer da remoto in maniera nascosta, ossia non rilevabile dai più comuni strumenti di amministrazione e controllo. In più i Rootkit possono inviare a contatti dei virus (spam e cookie).  «Per problemi di questo tipo noi qui a Grosseto abbiamo ricevuto solo una denuncia negli ultimi anni - conferma Stefano Niccoli, della Polizia postale - ma sappiamo che è molto diffusa la pratica, tra i creatori di malware, di utilizzare rootkit per rendere più difficile la rilevazione di particolari trojan e spyware, indipendentemente dalla presenza in essi di funzioni di backdoor, proprio grazie alla possibilità di occultarne i processi principali. Grazie all'alto livello di priorità con la quale sono in esecuzione, i rootkit sono molto difficili da rilevare e da rimuovere con i normali software antivirus. I rootkit inoltre vengono usati per trovare le informazioni personali presenti in un computer e inviarle al mittente del malware ed essere poi utilizzate da esso per scopi diversi».  Al momento, per la cronaca, non è stata presentata alcuna denuncia alla Postale, ma il consigliere regionale grossetano non esclude di andare in fondo: «Sto valutando. Questa è una vicenda antipatica; mi sento vittima di qualcosa che ignoravo potesse accadere e che proprio non mi piace».

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