Il Tirreno

Grosseto

Parla il ragazzo ferito nella rissa

«È stato il barista ad aggredirci»

<b>IL LOCALE.</b> Qui &egrave; scoppiata la rissa
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IL LOCALE. Qui è scoppiata la rissa

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 MARINA DI GROSSETO. Da una parte un gestore esasperato. Dall'altra tre ragazzi che smontano il racconto del gestore pezzo per pezzo. Sono stati loro, sabato sera, i protagonisti della rissa scoppiata al Pirata. Protagonisti loro malgrado, dicono. Due ragazze poco più che ventenni, un ragazzo, Tommaso Elmini, che ha 27 anni e vive a Rosignano. È lui che parla anche per le due amiche. È lui il ragazzo accompagnato sabato notte all'ospedale Misericordia con l'ambulanza. Il volto tumefatto, sette punti vicini all'occhio destro. Il dilatatore sul lobo dell'orecchio, quella specie di orecchino enorme che ci si può guardare attraverso, strappato. «La reazione che ha avuto quell'uomo - dice Tommaso - va ben oltre l'esasperazione di un gestore. Ci ha massacrati di botte. È vero, io sono intervenuto ed ho rovesciato tavoli e sedie per rientrare nel locale. Soltanto perché lui stava picchiando le due ragazze». Due ragazze che però se la sono cavate con ferite più lievi di quelle di Tommaso Elmini. «È cominciato tutto quando abbiamo pagato le nostre tre birre - dice Tommaso - perché la mia amica si è rivolta al gestore chiamandolo "laido", dicendo che erano troppo care. Ha cominciato poi a fischiare col fischietto da calcio, è vero. Ma quell'uomo è uscito da dietro al bancone, l'ha presa di peso e l'ha fatta volare via».  Tommaso, Manuela e Tara oggi sporgeranno querela. Perché dicono di essere stati aggrediti quasi gratuitamente dal gestore del Pirata, il bar di marina che si trova nel parco di Villa Gaia. «Sono stato io quelle che le ha prese più di tutti - dice il ventisettenne - solo perché mi sono messo in mezzo per cercare di difendere le mie due amiche». Due ragazze, una di Grosseto, l'altra di Castel del Piano. Poi il rosignanese Tommaso. Che avevano passato il fine settimana insieme sulla costa. Una minivacanza che è finita al pronto soccorso del Misericordia. Per loro tre, per il gestore del bar e per sua moglie. Oggi i tre ragazzi presenteranno querela. «Sono stato io a chiamare i carabinieri - aggiunge il ragazzo - ed ho anche già parlato con altri giovani che erano lì e hanno visto tutto». A capire come stanno davvero le cose spetta ora agli investigatori. F.G.

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