Il Tirreno

Grosseto

Ecco i progetti della giunta Bonifazi

Addio terme, a Roselle un grande centro civico

Enrico Pizzi
<b>LO SCHELETRO </b>delle vecchie terme
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LO SCHELETRO delle vecchie terme

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 GROSSETO. Un centro civico e un calidario al posto delle terme di Roselle. Fallito il progetto di realizzare un grande stabilimento termale, l'amministrazione comunale sta disegnando il futuro di quell'area che ospita, ormai da oltre 30 anni, lo scheletro delle terme incompiute. In questa fase si sta ancora definendo il contenzioso tra il Comune di Grosseto e la società Rosellae Thermae, che si era aggiudicata il project financing per la costruzione delle terme di Roselle e che ha chiesto al Comune circa 10 milioni di euro di indennizzo: il pronunciamento del collegio arbitrale è atteso a inizio autunno, ma intanto la giunta Bonifazi guarda al futuro e, visto che c'è in ballo l'adozione del regolamento urbanistico, ha deciso di inserire qui le nuove previsioni per quei terreni e per lo "scheletro".  «Una volta definito il contenzioso - spiega il sindaco - il Comune tornerà nella piena disponibilità di un'area consistente, con molto terreno, con un vecchio scheletro che non deve essere per forza demolito, ma può essere ristrutturato: sono 24mila metri cubi e il piano strutturale consente di realizzare, nell'area, altri 24mila metri cubi. Insomma, ci ritroviamo con un patrimonio di 30-40 milioni di euro che torna ad essere disponibile».  Cosa farne? «La proposta che lanciamo nel regolamento urbanistico - dice Bonifazi - è di realizzarvi il centro civico di Roselle, una frazione che ormai ha più di 4mila abitanti, più di Castel del Piano o di Arcidosso, e che è cresciuta senza avere un centro, un punto di riferimento adeguato, a parte l'unica piazza che è quella della chiesa». Il sindaco spiega che il centro civico dovrebbe essere collegato con la piazza della chiesa e dovrebbe avere al suo interno anche una nuova scuola per la frazione, una palestra, un luogo di aggregazione e, «perché no - dice Bonifazi - anche una biblioteca». Il tutto potrebbe anche essere finanziato attraverso la cessione di aree per l'edilizia economica e popolare che potrebbero essere previste sempre lì, approfittando di quei 24mila metri cubi aggiuntivi che il piano strutturale consente.  E la vocazione termale? Nel disegno della giunta non andrebbe perduta. «Sarebbe possibile prevedere una piccola struttura, da far realizzare a privati, simile al calidario di Venturina: manterrebbe lo sfruttamento della risorsa termale senza doversi confrontare con le grandi strutture termali già presenti sul territorio come Saturnia, Petriolo, Osa. Una cosa più semplice, che grossetani e turisti potrebbero frequentare dalla mattina alla sera», dunque niente attività ricettiva anche perché «a Roselle ci sono già un sistema di ricettività diffusa e previsioni più che sufficienti».

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