Proteste
Oggi ombrelloni gratis. Per protesta
Clelia Pettini
Così, in Maremma come in tutta Italia, i titolari degli stabilimenti balneari manifestano contro la liberalizzazione delle concessioni
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GROSSETO. Ombrelloni gratis per chi va al mare oggi. È la singolare protesta lanciata in tutta Italia dal Sindacato italiano balneari Fipe - Confcommercio per protestare contro la decisione dell'Unione europea che ha messo in discussione la continuità delle concessioni demaniali. Sono oltre 120 gli stabilimenti che in provincia hanno aderito all'iniziativa, fornendo servizi di spiaggia gratuiti.
«Si tratta di una forma di dissenso "gentile", che non vuole creare disservizi ai clienti - spiega Giorgio Maretti, presidente provinciale del Sib e titolare del Moreno Beach di Marina di Grosseto - per non nuocere a chi ha preferito i nostri strabilimenti alla spiaggia libera e ha deciso di vivere la propria vacanza al mare in un luogo sicuro, igienico, attrezzato».
Una bandiera italiana a mezz'asta e un manifesto affisso all'ingresso dei 10mila bagnetti che in tutto il paese sostengono la decisione del Sib aiuterà i clienti a riconoscere in quali strutture si potrà usufruire senza pagare di ombrelloni, lettini in riva al mare, docce e servizi. A suscitare il malcontento dei gestori degli stabilimenti, oltre al parere dell'Unione europea, anche il comportamento del Governo e del Parlamento che «...non hanno speso neanche una parola per difendere la tradizione balneare italiana» come spiega il presidente nazionale del Sib Riccardo Borgo.
«Lo stabilimento così come lo conosciamo - spiega Maretti - è un'invenzione, una sorta di brevetto» che contraddistingue la ricettività turistica del nostro paese. E proprio per questo, la possibilità che dal 2015 possano partecipare ai bandi di gara per l'ottenimento delle concessioni demaniali tutti i cittadini europei ha messo in allarme gli associati Sib. A rendere le cose ancora più difficili per i titolari dei bagnetti «... l'abrogazione nella Legge Finanziaria del "diritto di insistenza" previsto dal Codice della navigazione», spiega Maretti, che consentiva ai titolari di una concessione di poter vantare una prelazione sull'area demaniale al momento del rinnovo.
«Abbiamo investito molto - continua Maretti - perché la richiesta del turista negli anni si è evoluta: chi va al mare ha bisogno di strutture moderne e attrezzate ed è per questo che, una volta ottenuto il permesso di gestire un arenile, molti imprenditori hanno realizzato importanti costruzioni che rischiano di perdere quando saranno di nuovo messe a bando le concessioni demaniali.
Una circolare, infatti - aggiunge il titolare del Moreno Beach - rifacendosi a una legge del 1934, sottolinea che le strutture stagionali su aree demaniali di difficile rimozione saranno incamerate dallo Stato». La protesta "atipica" di oggi, quindi, potrebbe essere solo un primo passo. Come dice Maretti: «Difenderemo i nostri beni, il nostro lavoro e quello dei nostri figli fino in fondo». Intanto la protesta di domani va sicuramente incontro ai clienti «...ai quali siamo molto affezionati». E proprio ai frequentatori dei bagnetti sarà chiesto di firmare per manifestare la propria solidarietà ai gestori.
«Si tratta di una forma di dissenso "gentile", che non vuole creare disservizi ai clienti - spiega Giorgio Maretti, presidente provinciale del Sib e titolare del Moreno Beach di Marina di Grosseto - per non nuocere a chi ha preferito i nostri strabilimenti alla spiaggia libera e ha deciso di vivere la propria vacanza al mare in un luogo sicuro, igienico, attrezzato».
Una bandiera italiana a mezz'asta e un manifesto affisso all'ingresso dei 10mila bagnetti che in tutto il paese sostengono la decisione del Sib aiuterà i clienti a riconoscere in quali strutture si potrà usufruire senza pagare di ombrelloni, lettini in riva al mare, docce e servizi. A suscitare il malcontento dei gestori degli stabilimenti, oltre al parere dell'Unione europea, anche il comportamento del Governo e del Parlamento che «...non hanno speso neanche una parola per difendere la tradizione balneare italiana» come spiega il presidente nazionale del Sib Riccardo Borgo.
«Lo stabilimento così come lo conosciamo - spiega Maretti - è un'invenzione, una sorta di brevetto» che contraddistingue la ricettività turistica del nostro paese. E proprio per questo, la possibilità che dal 2015 possano partecipare ai bandi di gara per l'ottenimento delle concessioni demaniali tutti i cittadini europei ha messo in allarme gli associati Sib. A rendere le cose ancora più difficili per i titolari dei bagnetti «... l'abrogazione nella Legge Finanziaria del "diritto di insistenza" previsto dal Codice della navigazione», spiega Maretti, che consentiva ai titolari di una concessione di poter vantare una prelazione sull'area demaniale al momento del rinnovo.
«Abbiamo investito molto - continua Maretti - perché la richiesta del turista negli anni si è evoluta: chi va al mare ha bisogno di strutture moderne e attrezzate ed è per questo che, una volta ottenuto il permesso di gestire un arenile, molti imprenditori hanno realizzato importanti costruzioni che rischiano di perdere quando saranno di nuovo messe a bando le concessioni demaniali.
Una circolare, infatti - aggiunge il titolare del Moreno Beach - rifacendosi a una legge del 1934, sottolinea che le strutture stagionali su aree demaniali di difficile rimozione saranno incamerate dallo Stato». La protesta "atipica" di oggi, quindi, potrebbe essere solo un primo passo. Come dice Maretti: «Difenderemo i nostri beni, il nostro lavoro e quello dei nostri figli fino in fondo». Intanto la protesta di domani va sicuramente incontro ai clienti «...ai quali siamo molto affezionati». E proprio ai frequentatori dei bagnetti sarà chiesto di firmare per manifestare la propria solidarietà ai gestori.
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