La manifestazione
Botte al pub per la birra rifiutata
Francesca Gori
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PER UNA BIRRA. Hanno cercato di passare dalla tenda Tre ragazzi mettono sottosopra il locale, aggredito il titolare
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MARINA DI GROSSETO. Il gestore di un locale che si rifiuta di dare da bere a un ragazzo già sbronzo. E un inferno di sedie e tavoli che cominciano a volare per aria. Tra graffi e botte. Domenica notte, a Marina, si è scatenato l'inferno. Al Pirata, il locale nel parco di Villa Gaia. C'era un ragazzo e c'erano due ragazzine, poco più che maggiorenni. Che volevano bere. A tutti i costi. C'erano poi il titolare, Marco Gaggini e la moglie. Che, viste le condizioni dei ragazzi, hanno soltanto applicato la legge. Un no che ai tre ragazzi non è piaciuto. Prima sono tornate le due ragazze a chiedere di nuovo le birre. E Gaggini ha detto no anche a loro. Poi i tre giovani si sono messi seduti fuori dal locale. Con un fischietto da arbitro in bocca. Hanno cominciato a fischiare. Gaggini ha detto loro di smettere, che erano quasi le due di notte. A quel punto, sedie e tavoli hanno cominciato a volare. Mentre il gestore tentava di fermare il ragazzo che all'esterno del locale aveva creato un marasma e un fuggi fuggi tra i tanti giovani che erano ancora seduti al pub, le due ragazze hanno cercato di entrare nel locale per accaparrarsi quelle bottiglie di birra. «Si sono avventate contro di noi - racconta Gaggini - hanno cominciato a far roteare le sedie e i divanetti che sono dentro il bar. Ho cercato di tenerle ferme. Erano completamente fuori di sé, non potevo fare altro che questo». Marco Gaggini non è un uomo gracile. Tutt'altro. Ma ieri mattina, addosso, aveva ancora i segni lasciati dalla rissa scoppiata nel locale. Graffi, escoriazioni, una caviglia gonfia come una palla da calcio. «Solo per aver cercato di placare l'ira di quei giovani ai quali ovviamente non avrei nemmeno potuto dare da bere - dice Gaggini - e che per tutta risposta, si erano anche messi a fare rumore con un fischio davanti al locale». Qualcuno, dal pub, ha chiesto l'intervento dei carabinieri. Quando i militari sono arrivati, hanno fatto salire i tre scalmanati sulla loro macchina. Il ragazzo che aveva chiesto la birra è stato accompagnato al pronto soccorso da un'ambulanza del 118. Le due ragazze, una volta identificate, sono tornate indietro. «Hanno ripreso ad inveire contro di noi - dice Gaggini - mentre io e mia moglie cercavamo di sistemare il locale. Poi siamo andati al pronto soccorso a farci medicare». Addosso, i segni delle botte. E ieri, il locale era chiuso.
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