Il Tirreno

Grosseto

GLI AMBIENTALISTI

«Una scelta saggia che sottoscriviamo»

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 GROSSETO. Se i cacciatori rimangono a bocca asciutta, ambientalisti e animalisti plaudono alla scelta della Provincia. «Da tre anni chiedevamo di vietare la preapertura - spiega con soddisfazione Michele Scola, presidente provinciale di Italia Nostra - su motivazioni supportate da studi di istituti ornitologici. Siamo contro la caccia, ma sappiamo che è una guerra persa. Possiamo però limitarne i danni. In Emilia, Abruzzo e nel nord d'Italia da anni non si fa preapertura».  E non rinunciano a dare una stoccata alle doppiette. «Una larga fetta di cacciatori - spiegano Italia Nostra e Progetto Migratoria - si è sempre battuta contro la preapertura. Sul colombaccio, poi, ci sono studi fatti dagli stessi cacciatori: Arcicaccia Toscana, Club italiano del colombaccio e Progetto Migratoria». «Quest'ultimo - spiega il suo direttore Luca Bececco - ha una convenzione con la Provincia per lo studio delle correnti migratorie, mentre il Club del Colombaccio ha il patrocinio del ministero dell'ambiente».  Ma Arcicaccia non era tra le associazioni che critiche sulla mancata preapertura? «Lo studio citato da Italia Nostra - spiega Claudio Sozzi di Arcicaccia - è stato condotto da un tecnico indipendente, non è strettamente di Arcicaccia. Ci sono norme comunitarie che tutelano certe specie, ma esistono anche delle deroghe. Dunque non c'è nessuna contraddizione nella nostra protesta».  Stop ai fucili o no, una buona notizia per il colombaccio già c'è. Dopo oltre 70 anni questa specie sembra essere tornata naturalmente nella provincia di Grosseto. «Uno studio del 1927 del professor Nicolosi dell'università di Napoli - spiega Bececco - attesta abbondanti nidificazioni in Maremma all'inizio del secolo». F.F.

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