Il Tirreno

Grosseto

Un drago salverà il convento

Fiora Bonelli
Un drago salverà il convento

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Alla Selva di Santa Fiora, la leggenda si fa realtà e per di più un drago potrebbe salvare il convento della Santissima Trinità della Selva, gioiello del XV secolo, in stato di abbandono.

Infatti, l'associazione culturale "La Selva" guidata da Luciano Tortelli, ha deciso di mostrare a tutti con una serie di cerimoniali e di manifestazioni che si stanno preparando adesso e saranno presentati a partire dal 1 agosto, la testa del drago che alla fine del 1400 fu ucciso, secondo la credenza popolare, dal conte Guido Sforza. Per custodire il cimelio tardo medievale, l'associazione ha pensato di far costruire una teca e farne un'attrazione per il turista. Un'operazione che non è fine a se stessa, ma ha uno scopo "forte": salvare, dandogli visibilità, il Convento della Ss Trinità della Selva, che versa in un pietoso stato di abbandono.

Il convento fu costruito, infatti, proprio nel 1488, dopo l'uccisione del drago ("il cifero serpente") da parte del conte Guido, in segno di ringraziamento. Adesso quel convento è in rovina, come spiega lo stesso Luciano Tortelli e il drago potrebbe salvarlo: «L'associazione culturale Selva si è proposta di rivitalizzare e rinnovare l'attenzione per il convento della Ss.Trinità ed evitare (forse) che questo importante complesso storico architettonico dell'Amiata sprofondi sempre più nell'oblio o peggio nel degrado. Per questo l'associazione ha pensato di organizzare per domenica 1 agosto, cominciando dalle 9,30, presso la "fonte del papa", nei pressi del convento, una rievocazione storica, rappresentare la caccia e l'uccisione del "drago" per mano del conte Guido Sforza, che lo uccise con l'inganno usando uno specchio, che fece credere al cifero serpente di aver trovato la compagna». Si sa che i resti, eccetto la testa, del drago furono trasportati e donati per devozione ad una chiesa romana. La testa fu conservata a Selva in una nicchia all'interno della sacrestia del convento della Ss Trinità.

«Oggi l'associazione - prosegue Tortelli - decisa a rinverdire la leggenda e a valorizzare il sito, ha fatto costruire una bella e sicura teca nella quale verrà introdotta la testa del drago, da esporre per tutto il periodo estivo presso la chiesina parrocchiale della Selva e far sì che tutti possano vedere ed ammirare che la leggenda è realtà». E perché ogni tassello sia al posto giusto, il 1 di agosto, presso il circolo socioculturale di Selva a pranzo si mangeranno le "penne del drago" (solo per chi resiste al fuoco piccante), per gli altri ci saranno le "penne al dragoncello" (e tutto il menu sarà replicato il 14-15-29 Agosto), oltre alla pizza del drago, che è sempre disponibile su richiesta. L'8 di sgosto, invece, è previsto a Selva, il giro delle fontane e dei fontanili, un percorso abbastanza impegnativo che va affrontato con scarpe adeguate. Ma anche in questo caso sono previste soste rigeneranti e a base di prodotti tipici.

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